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Cancer Bats – Psychic Jailbreak

2022 - Bad Skull Records
hardcore / metal

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Tracklist

1. Radiate
2. The Hoof
3. Lonely Bong
4. Friday Night
5. Hammering On
6. Crocodiles
7. Shadow Of Mercury
8. Keep On Breathing
9. Pressure Mind
10. Rollin Threes
11. Physic Jailbreak

 


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Sono passati quattro anni dall’ultimo disco “The Spark That Moves”, uscito a sorpresa per  la loro nuova etichetta Bat Skull e New Damage Records. Ora i Cancer Bats sono tornati più carichi che mai con un nuovo album, sempre per la propria etichetta, dal titolo “Psychic Jailbreak”.

Se “The Spark That Move” era la svolta, “Psychic Jailbreak” è sicuramente la conferma: un ritorno al party punk puzzolente e urlato, gettato in una fangosa pozza di hardcore, metal e sludge. Liam Cormier è tornato ad essere un vero frontman che trasmette contagioso e gioioso entusiasmo. Al suo interno si possono incontrare temi riguardanti gli ultimi due anni trascorsi, che incrociano l’isolamento e i blocchi sociali con l’attivismo e il bisogno di manifestazione delle proprie idee.

Questo settimo album inaugura una nuova era per la band canadese, dopo aver visto un tour mondiale cancellato e l’abbandono del chitarrista nel 2021 Scott Middleton, storico membro del gruppo. Nonostante questo i Cancer Bats hanno dimostrato ancora una volta il motivo per cui sono saliti nei ranghi della scena hardcore/metal, arruolando per l’occasione, il nuovo produttore JP Peters già al lavoro con Propagandhi e Comeback Kid, nel suo studio Private Ear Recordings.

Considerando la riduzione in trio, dopo l’uscita di Middleton, il quale aveva il ruolo centrale nel tipico suono pesante della chitarra Sludge e Sounthern Rock, “Psychic Jailbreak” suona più completo che mai. La band, dopo aver incassato varie critiche inerenti all’aspetto discografico, cioè quello di non riuscire a incidere da studio tutto il loro potenziale, che invece dal vivo traspare in tutta la sua forza, in “Psychic Jailbreak” la loro potenza viscerale e lo stile hardcore riescono finalmente ad amalgamarsi con il proprio suono.

Come detto ora in trio con Liam Cormier alla voce, Mike Peters alla batteria e Jaye R. Schwarzer costretto agli straordinari alla sei corde, si perde in minima parte ciò che era l’esclusiva rotondità (come la pancia dell’ex Middleton) armonica dei riff, e si acquisisce malgrado tutto intensità punk/hardcore e originalità: ciò che mancava negli album precedenti. Ma attenzione a non pensare di ascoltare un disco completamente diverso da quello che ci si aspetta. Lo stoner, il blues, il doom/sludge Metal rimangono, ma fanno da cornice alla voce gutturale di Cormier e alle martellate di Peters.

Fortunatamente “Psychic Jailbreak” è fondamentalmente ancora un disco dei Cancer Bats, con tutto ciò che comporta, e suona minaccioso come i passati. Già dalla prima traccia Radiate si intuisce il classico suono dei Bats, ritmi esplosivi, riff luccicanti e voci ringhianti che portano il gruppo tra l’hardcore e il crossover metal di ispirazione Rage Against The Machine e Deftones: sicuramente è un’apertura forte e sarà sicuramente un successo dal vivo, inducendo al moshing quasi immediatamente. Posso dire apertamente che è già la mia preferita. E siamo solo alla prima..

The Hoof è un vero inno alla cultura skate-punk degli anni ’90 in cui Cormier urla, tra i rumori delle ruote sul marciapiede “niente mi fermerà ora!” e ancora “la mia vita è stata salvata da uno skateboard”. Lonely Bong , Crododiles e Keep On Breathing sono molto simili, caratterizzate da sonorità oscure ma sempre con il loro contraddistinto stile rock’n’roll, bassi roboanti e feedback striduli. In Friday Night, scritta secondo il cantante in un venerdì sera (beverdì?), si abbina la batteria potente con la chitarra pulsante, può ricordare una canzone punk vecchio stile nel modo di insorgere.

La sopresa dell’album può essere identificata in Hammering On, un pezzo che ha un debito di gratitudine con l’esperienza passata in Bat Sabbath che può ricordare i Black Sabbath e gli Alice In Chains: è una canzone che sembra non avere nulla a che fare con il resto del lavoro, ma che riesce però a regalare qualcosa di nuovo rispetto ai classici ritmi frenetici alla Every Time I Die e Maylene And The Sons Of Disaster che segnano il disco dall’inizio alla fine, con costante onestà. Inoltre contiene un duetto vocale con l’artista folk Brooklyn Doran.

Alla fine di tutto nessuno si accorge della mancanza di Middleton, e ciò sta a dimostrare quanto il trio canadese sia riuscito a entrare in sintonia con ciò che ha sempre fatto e immaginiamo faranno ancora e ancora. Un bel ritorno dunque per i Cancer Bats, che possono vantare di avere una grande identità, nell’abisso hardcore che ci circonda. Un disco classico, energico e spavaldo come gli stessi Cancer Bats, a dimostrazione che l’energia non muore mai, ma è in continua trasformazione.

Il settimo album per i canadesi farà piacere certamente agli ascoltatori più giovani e soprattutto ai vecchi bastardi come noi. La prigionia psichica delle nostre menti è terminata, anche se non possiamo combattere il tempo che scorre inesorabilmente, abbiamo il nostro destino in pugno, quindi sta a noi alzarci e combattere con tutte le qualità che ci vengono fornite. Questo è il vero stile punk-hardcore, lontano dalle figaggine. Questi sono i veri Cancer  Bats, nel bene e nel male.

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