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Back In Time

“The Green Album”, la rinascita dei Weezer

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È bene ricordare che il 15 maggio di ventuno anni fa, nel lontano 2001, si compiva la rinascita degli amati e odiati Weezer. Sì, perchè Green Album” arrivava come un fulmine a ciel sereno, dopo cinque anni di pausa della band, cinque anni che sembravano essere stati sufficienti a dimenticare l’iniziale insuccesso del precedente album “Pinkerton“, il secondo e ambizioso lavoro della band che non ricevette subito il successo desiderato ma sarà in seguito rivalutato dalla critica (le tracce El Scorcho e The Good Life avevano comunque raggiunto un buon successo commerciale, oltre a posizionarsi tra i brani più identificativi della band).

Il terzo album della band californiana sembrava voler omaggiare lo stile semplice e diretto del primo, fortunato “Blue Album“. Romanticismo, divertimento, crisi esistenziali e malinconia, raccontate con la solita angoscia adolescenziale che ha sempre caratterizzato i Weezer. Ascoltando le tracce, però, sembra esserci qualcosa che stona in questo album. L’energia travolgente di “Pinkerton” sembra essere stata soffocata in favore di brani più melodici e “listener friendly”, cosa che purtroppo, toglie a quest’album una buona dose di personalità, che al contario, si percepisce in tutta la sua potenza in “Pinkerton“.

Nonostante io provi un affetto profondo nei confronti di questa band, mi sento di dire che avrei gradito uno stile meno “piatto” e più duro, più personale. Di “Pinkerton” ho amato Tired of Sex, forse uno dei brani più energici dei Weezer, che dimostra che Rivers Cuomo e compagni sono capaci di fare molta più baldoria e sanno farlo egregiamente. In “Green” manca quell’energia, e anche nei testi l’aspetto personale è molto ridotto.

Nonostante ciò, ci sono delle eccezioni, e mi riferisco banalmente alle tracce più gettonate dell’album, Hash Pipe e Island In The Sun, che incarnano appieno l’essenza dei Weezer: video in stile American Comedy, uniti a riff ridondanti che si imprimono nella mente come una piacevole ossessione sonora, caratteristiche immancabili della band, caratteristiche che li rendono unici.

Island In The Sun, in particolare, con i suoi malinconici e lenti accordi, esprime pienamente la tipica poetica di Rivers Cuomo, nostalgica, sognante e a tratti triste, la quale, però, sembra non prendersi mai sul serio. ”The Green Album” sembra essere una presa di posizione, uno spartiacque nella discografia dei Weezer, un disco che ne consacra lo stile melodico che caratterizzerà tutti i seguenti album, e per quanto mi riguarda, nonostante io preferisca la versione più aggressiva dei Weezer, rappresenta comunque qualcosa di inimitabile.

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