Impatto Sonoro
Menu

Back In Time

“Rated R”, le due facce dei Queens Of The Stone Age

Amazon

Entrare a far parte del mondo dei Queens of the Stone Age vuol dire perdersi in un mondo multicolore, folle e dalle mille sfaccettature compositive, ed è un privilegio riservato solo a quelli che hanno la voglia e la capacità di capire e di far proprie queste visioni di una band incredibile guidata da un artista incredibile come Josh Homme. Le storie di questa band e di questo artista sono tante, forse troppe, alcune quasi inverosimili da quanto siano incredibili o spiacevoli. Non è questo il caso però. L’ex Kyuss con questo nuovo progetto cambia ulteriormente lo stile, lasciando da parte quello che era un approccio “Jam” per concentrarsi più su un ulteriore avvicinamento alla forma “canzone” e con “Rated R” si arriva finalmente alla creazione di una band con l’innesto di una figura estremamente carismatica come Nick Oliveri che Josh inserisce in pianta stabile nel progetto perché è perfetto per l’amalgama musicale.

Il segreto sta nella bivalenza di questo lavoro che è riuscito ad andare oltre alle leggi scritte e non scritte dello stoner, ma che alla fine rendeva il tutto più accessibile anche ad un pubblico più grande. È stata una rivelazione dunque, ma allo stesso tempo ha un’aura tossica, in particolare il brano Feel Good Hit Of The Summer, titolo bizzarro e molto estivo, ma con una vasta lista di droghe nel testo. Questo aspetto non permetterà a “Rated R” di avere un impatto decisivo nelle classifiche e una divulgazione mediatica, guadagnandosi comunque il 16° posto nella classifica Top Heatseekers negli Stati Uniti e il 54° posto nella Official Albums Chart nel Regno Unito nel 2000. Intorno a “Rated R” orbitano come ospiti figure già abbastanza note come Chris Goss, Wendy Ray Moan e Pete Stahl degli Earthlings?, band di Dave Catching.

Ma una cosa molto particolare è la partecipazione di Rob Halford dei Judas Priest. Caso vuole infatti che la sua partecipazione (limitata comunque ai cori della opener) è dovuta al fatto che trovandosi a registrare nello studio a fianco a dove registravano i QOTSA, venne invitato da Chris Goss a cantare in un pezzo, e Halford accettò molto volentieri. La lista degli ospiti termina con il compianto Mark Lanegan (scomparso proprio lo scorso 22 febbraio) che insieme a Barrett Martin, collaborerà con Josh nella bellissima e monumentale In The Fade. Si passa per brani come Auto Pilot, Quick and to the Pointless e Tension Head, un rifacimento del brano 13th Floor dall’album d’esordio “Cocaine Rodeo” dei Mondo Generator di Nick Oliveri. Uno dei pochi brani che non riguardano l’uso di droghe è proprio The Lost Art of Keeping a Secret, che è una risposta di Josh alle persone che hanno perso la sua fiducia rivelando i propri segreti.

Qui si parla di un cambiamento di un’importanza stratosferica, perché è quel lavoro che dona ai Queens Of The Stone Age la credibilità discografica e il successo, trasportandoli direttamente nell’iperuranio. È un lavoro a due facce, che da una parte non rinnega la vecchia scuola, ma dall’altra fa capire il potenziale commerciale di una band pronta a spiccare il volo, che pur rischiando viene sempre premiata. “Rated R” sarà infatti il ponte per arrivare alla consacrazione globale e sacrosanta, raggiunta due anni più tordi con “Songs For The Deaf“, ma questa è un’altra storia.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati