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Weezer – SZNZ: Winter

2022 - Atlantic Records
alt-rock

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Tracklist

1. I Want A Dog
2. Iambic Pentameter
3. Basketball
4. Sheraton Commander
5. Dark Enough To See The Stars
6. The One That Got Away
7. The Deep And The Dreamless Sleep


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L’inverno, stagione dell’arte serena, il lucido inverno. Parole ermetiche con le quali il poeta Mallarmé descrisse il periodo più freddo dell’anno. Un rito di passaggio, un pausa dal tempo e dal mondo, dalla quale ricominciare con lucidità e una rinnovata serenità.

SZNZ” è il sedicesimo progetto musicale dei Weezer, cristallizzato in una raccolta di quattro brevi EP (dedicati a ciascuna stagione dell’anno solare) pubblicati il primo giorno di ogni solstizio nel corso del biennio 2021/2022. Tutti gli EP, a cura della label Atlantic, esprimono il proprio motivo, con temi estetici identificativi e uno stile sonoro basato sulla stagione corrispondente. Winter è il quarto e ultimo della serie “SZNZ”.

Il frontman Rivers Cuomo, voce e chitarra della band, ha descritto l’album a tema invernale come stilisticamente simile alle opere di Elliott Smith (più acustica e suoni orchestrali ma con pochi tratti di malinconia deprimente), caratterizzato però da “disperazione soppiantata da una specie di quiete”. Cuomo ha inoltre affermato: “Suona più come l’originale album pre-blue dei i Weezer, rispetto all’esordio dello stesso The Blue Album. Non c’erano così tante chitarre acustiche e finger picking dal nostro primo anno insieme”.

I Weezer sono una band statunitense alt rock fondata a Los Angeles nel 1993, composta oroginariamente da Rivers Cuomo (voce e chitarra ritmica), Patrick Wilson (batteria e cori), Matt Sharp (basso e cori) e Jason Cropper (chitarra solista e cori). Gli ultimi due membri sono stati sostituiti da Scott Shriner e Brian Bell.

Figli della forza annientatrice generazionale post Nirvana, i Weezer simboleggiano l’icona della band alt rock americana, introspettivamente teen. Appartengono alla cosiddetta seconda ondata sviluppatasi nell’area della bay californiana, sfiorando linee sinuose di alt post emo.

Il video del brano Buddy Holly (il più trasmetto da MTV in quegli anni) ha fatto in modo che la band diventasse un’icona discografica. Grazie alle immagini rubate alle ambientazioni della serie tv Happy Days, quattro ragazzi si intrufolavano nel mainstream diventando parte integrante di quell’immaginario collettivo. L’esibizione live interagiva, infatti, con i personaggi e le ambientanzioni stesse.

Tra le loro influenze troviamo i Green Day (diretto è il riferimento a loro nel testo della canzone El Scorcho). C’è infatti amicizia tra le due band: entrambe dicono di gradirsi l’ascolto dei propri lavori a vicenda. Il logo dei Weezer ( =W=), realizzato da Pat Wilson, è una parodia dell’altrettanto celebre logo dei Van Halen.

I Want A Dog è una track di solitude e romanticismo. L’introspezione si pone al centro del brano. Confessioni segrete ma comuni partono in sordina per poi aprirsi in una stanza di suoni amplificati. Il testo, così indiscutibilmente vero, ci fa pensare che è stato sicuramente scritto da un uomo che si prende cura di un cane e che sa cosa vuol dire avere un rapporto reale con questo tipo di animale. In Iambic Pentameter (così come accade nella metrica accentuativa) il ritmo è disfunzionale, laddove il testo insegue suoni più forti e spazi vuoti. Tra le chitarre è la batteria fiorisce il soliloquio di un ragazzetto ormai cresciuto.

Dark Enough To See The Stars scherza con motivetti natalizi in maniera elegante, a colpi di rock. Nel bel mezzo il profondo senso di solitudine sale a galla, quasi come se i timori nascosti in fondo alla testa si trasformassero in una candida voce. The Deep And The Dreamless Sleep conclude il progetto con una tempesta di chitarre sincrone. L’armonia di note e voci ne è protagonista.

Come ne Le Quattro Stagioni di Vivaldi il passare del tempo è scandito dalle variazioni dei temi musicali. Andante e adagio sono rappresentanti però da quattro motivi sonori propedeutici. Winter è la semplice conclusione di un processo emotivo racchiuso in un breve periodo ma che può rappresentare il significato di un’intera vita.

Il solstizio d’inverno si materializza in cristalli brillanti e all’apparenza fragili. Trasparenti come la sincerità. Speculari cori alla Beach Boys inscenano un flashback generazionale. Siamo di nuovo adolescenti, ma stavolta da adulti. Il tempo è andato a ritroso, fermandosi per un po’ nella stagione del ghiaccio. L’inverno è l’unico tempo possibile per la rinascita.

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