Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Kossiga – Antropocene

2022 - Superpang
jazzcore

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. modulo 11
2. modulo 5
3. modulo 1
4. modulo 9
5. modulo 3
6. modulo 7
7. modulo 15


Web

Sito Ufficiale
Facebook

A me basterebbe il nome Kossiga per dare il semaforo verde ad una band ma occorre fare un passo in più e quel passo serve a svelare che chi si cela dietro ad un moniker tanto pesante (se masticate foglie di politica e avete più memoria di un pesce rosso sapete di cosa vado cianciando) c’è un duo di musicisti altrettanto pesanti, di quella pesantezza bella: Alessandro Cartolari e Andrea Biondello, rispettivamente sax baritono e batteria, entrambi parte integrante di quel mondo che sono gli Anatrofobia. Ho avuto il sincero culo di fare da spalla agli Anatrofobia con il mio modesto gruppo ed è lì che ho capito che sono un mondo.

Ora, da quel mondo, nasce qualcos’altro, una realtà collaterale ma altrettanto imponente, altrettanto alienante, obliquo, debilitante. Col banco mix dominato da Manuel Volpe (che coi suoi Rhabdomantic Orchestra ha già allietato il mio 2022 con un disco superbo) i Kossiga lasciano che il delirio scorra attraverso le vene cave di un monte composto da solida roccia rovente, scura, fatta di labirinti e abissi.

Al centro del vortice c’è modulo 9, i cui silenzi acuti e gravi sono distesa in tensione, attesa da thriller funebre mentre attorno si scatena il delirio febbrile di un jazz che detona in schegge punkadeliche, in missione free verso schianti di violenza, tutti i “moduli” vengono al pettine mentre scorticano la pelle, fiato che viene pompato nell’ottone a svariate atmosfere, metallo e legno che cozzano e picchiano e sfociano in recrudescenze core, tanto core da sembrare hard a vampate sempre più feroci, in equilibrio tra sensazioni aritmetiche e corse a rotta di collo giù per lo strapiombo più accidentato del creato al termine del quale ci si ritrova sfiancati ai piedi di modulo 15, dove lo swing si tinge di sangue rumoroso.

In soldoni, se sentite bisogno di pandemonio in giusta quantità fate suonare “Antropocene” a volume sostenuto e non avrete di che pentirvi.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni