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A Place To Bury Strangers – See Through You Rerealized

2023 - Dedstrange
alternative / indie / elettronica

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Tracklist

1. I’m Hurt (Trentemøller Remix)
2. Hold on Tight (Wah Together Acid Remix)
3. Love Reaches Out (Gift Remix)
4. Broken (Data Animal Remix)
5. Let’s See Each Other (Grimoose Remix)
6. Love Reaches Out (Xiu Xiu Remix)
7. So Low (Ceremony East Coast Remix)
8. Nice Of You To Be There For Me (Annie Hart Remix)
9. My Head Is Bleeding (The Pleasure Majenta Remix)
10. Anyone But You (Tv Priest Remix)
11. I Don’t Know How You Do It (Bdrmm Remix)
12. Love Reaches Out (Sonic Boom Remix)
13. My Head Is Bleeding (Lunacy Remix)
14. I’m Hurt (Glok Remix)
15. I Don’t Know How You Do It (Dave Harrington Sweetener Remix)
16. Dragged In A Hole (Glove Remix)
17. I’m Hurt (Melting Rust Opera Remix)
18. Love Reaches Out (Reality Delay Remix)
19. I Disappear (When You’re Near) (The Bodies Obtained Remix)
20. Let’s See Each Other (Davy Drones Dub Remix)

21. Anyone But You (Toflang Remix)


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See Through You, uscito a Febbraio 2022, è stato il primo album a marchio A Place To Bury Strangers (APTBS) con la formazione attuale, trio composto dallo storico frontman Oliver Ackermann, rimasto unico componente della formazione originale, e dai coniugi Sandra e John Fedowitz, rispettivamente, alla batteria e al basso (e chitarra).

Dopo l’uscita dell’album non ci era voluto molto, in verità, a metabolizzare il cambiamento di formazione, dal momento che i due nuovi componenti, in quello che per loro rappresentava un po’ un debutto, relativamente al progetto APTBS, si erano mostrati da subito a loro agio e perfettamente in sintonia con le sonorità psych/noise/shoegaze a cui la band di NYC ci aveva abituato in circa 20 anni di onoratissima attività. Insomma, un album in perfetto stile APTBS, senza soluzione di continuità. Oggi, “See Through You”, ci viene riproposto in una veste totalmente rinnovata, in cui i brani vengono rivisti e reinterpretati (“Rerealized”, appunto), grazie al contributo di diversi artisti, più o meno noti, della scena musicale alternative/indie (e non solo).

Credo di sapere cosa state pensando, e vi confesso che nemmeno io, in genere, sono esattamente un fan delle versioni remix. Trovo, infatti, che raramente si riesca a stravolgere completamente qualcosa che funziona benissimo così com’è, tirandone fuori, con variazioni sul tema che spesso risultano soltanto delle artificiose forzature, qualcos’altro che possa risultare altrettanto interessante. Raramente, però, non vuol dire mai. Le eccezioni esistono, eccome. E, devo dire, “See Through You Rerealized” ne contiene diverse.

Non è la prima volta che la band rilascia un album di remixed (“Re-Pinned”, nel 2018, “Hologram”, nel 2022). Ho provato a chiedere ai diretti interessati, quindi, come si materializza l’idea di remixare un album.E la risposta è stata semplicemente: “It starts with a bunch of people asking and then we asked some people and it quickly just became a thing”. Sembrerebbe, quindi, trattarsi  di una “cosa” (traduco alla lettera) che nasce in maniera quasi spontanea e naturale, nell’ambito di uno scambio di idee e richieste tra artisti. Cioè, è come se si verificasse una specie di confluenza di desideri espressivi multidirezionali, stimolati dalla loro musica, che, incrociandosi, prendono forma e si concretizzano in queste rivisitazioni. Il risultato, in questo caso, è un album fatto di brani che, seppur molto diversi tra loro, restano costantemente accomunati da un fil rouge che li rende incredibilmente coerenti.

Un po’ come se gli artisti coinvolti avessero individuato delle piccole crepe nel muro sonoro erto da Ackermann & co. e vi si fossero delicatamente infilati, e poi, ciascuno con gli strumenti a sé più congeniali, avessero iniziato a scavare, modellare, scolpire, lucidare, e, infine, portare in superficie le linee melodiche, le ritmiche post-industrial o le malinconie dark, che se ne stavano lì nascoste, al riparo della tipica corazza noisy della band. La voce di Ackermann, pur familiare nella sua caratteristica timbrica e con quell’imprescindibile mix di riverberi che la accompagna da anni, inserita in contesti sonori molto diversi, qui assume un respiro totalmente nuovo. E la forza espressiva dei testi, in alcuni casi, ne trae beneficio, risultandone risaltata, come in una sorta di bassorilievo. Sorprendente il modo in cui, dalla concomitanza di tutti questi elementi, affiorino, come sintesi, affinità sonore completamente nuove.

Nine Inch Nails (I’m Hurt, Trentemøller remix; So Low, Ceremony East Coast remix), Depeche Mode (My Head is Bleeding, The Pleasure Majenta remix), LCD Soundsystem (Hold on Tight, Wah Together Acid remix; Broken, Data Animal remix), Radiohead (la chitarra ritmica di Anyone but You, Toflang remix, la mia preferita dell’album, mi evoca sonorità alla Ed O’Brien, e il brano, nel complesso, mi ha fatto immaginare una sorta di jam session con lui, Ackermann, Trent Reznor, e qualche incursione di Nick Valensi, dal minuto 2, più o meno). E sono solo alcuni dei riferimenti che potrebbero essere evocati alla mente.

Insomma, per chi, come me, si approccia a questo genere di pubblicazioni da ascoltatore di vecchia data degli APTBS, pur superando quel pizzico di legittimo scetticismo iniziale, sarà comunque necessario sfondare a spallate qualche porta nella mente e sforzarsi di abbandonare qualsiasi aspettativa, anche quelle preterintenzionali, che, altrimenti, risulterebbero probabilmente retaggio di un’abitudine a un preciso registro sonoro e, di conseguenza, inevitabilmente deluse. Ma chi ci riesce, non si pentirà di averlo fatto.

All’interno di “See Through You Rerealized” (così come nei due precedenti album remixed della band, a dire il vero) troverete certamente cose che funzionano meglio di altre, e anche alcune che, magari, per voi proprio non funzionano (per me è il caso di Nice Of You To Be There For Me, Annie Hart remix, ad esempio).

Ma la forza espressiva dei brani di partenza, il talento creativo, e la qualità degli artisti coinvolti (tutti, nessuno escluso), sono elementi indiscutibili, e, vista l’ampiezza raggiunta dal ventaglio di sonorità dell’album (ce n’è davvero per tutti i gusti), sono pressoché sicuro che, con un approccio scevro da pregiudizi tranchant, ognuno, secondo le proprie affinità più o meno consapevoli, troverà, all’interno della generosissima tracklist (ben 21 tracce), qualche perla da aggiungere alla propria libreria musicale.

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