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bdrmm – I Don’t Know

2023 - Rock Action Records
shoegaze

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Tracklist

1. Alps
2. Be Careful
3. It’s Just a Bit of Blood
4. We Fall Apart
5. Advertisement One
6. Hidden Cinema
7. Pulling Stitches
8. A Final Movement


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L’hanno fatto. I bdrmm hanno tirato fuori uno dei migliori album del 2023 e noi, qui, non possiamo far altro che contemplare l’assoluta bellezza delle 8 tracce che lo compongono. Perché non ci sono mezzi termini per descriverlo: va ascoltato tutto d’un fiato.

Il fresco quartetto inglese ha già alle spalle l’album “Bedroom” (2020) che li aveva inquadrati come una band a cavallo tra lo shoegaze e il dream pop, pur lanciando dei segnali di distinzione all’interno di quella stessa scena. La svolta arriva proprio quando nel 2022 vengono chiamati dai signori Mogwai per aprire a questi ultimi le date del tour europeo. Da lì, i bdrmm piacciono così tanto che gli stessi Mogwai vogliono a tutti i costi che la band inglese faccia parte della loro etichetta. E così firmano per la Rock Action, etichetta di proprietà dei Mogwai che, voglio dire, non sono proprio delle persone a caso. Il secondo lavoro dei bdrmm si chiama “I Don’t Know” e viaggia su dei ritmi diversi e più maturi rispetto all’album precedente. Si inizia a percepire un reale cambiamento per merito di tutte le esperienze live fatte e dei ricchi e sostanziosi ascolti che la band ha avuto modo di riportare nei 41 minuti di musica. Sì, perché questo album è pieno di influenze, dalle più disparate. Influenze che, in un modo e nell’altro, hanno permesso alla band di scrollarsi di dosso l’appellativo di “shoegaze” nel senso più puro del termine. L’ispirazione proviene da ascolti su ascolti di specifici dischi di artisti come Björk, Aphex Twin, Boards Of Canada, Squarepusher, Stars of the Lid, giusto per citarne qualcuno. E non stentiamo a crederci.

La traccia d’apertura Alps si sviluppa in un crescendo di sperimentazione, con un iniziale beat trance e ipnotico che si trasforma pian piano in una scalata di montagna senza protezioni. Scritta proprio mentre passavano per le Alpi nel tour con i Mogwai, il cantante afferma di essere stato fortemente influenzato dai lavori solisti di Thom Yorke e dal progetto dei The Smile. La calda voce di Ryan Smith si confonde e si disperde insieme al ritmo travolgente del brano e ci introdurrà nel nuovo mondo dei bdrmm. Un mondo ancora molto legato allo shoegaze, in particolar modo assai caro allo stesso leader Ryan Smith, ma che qui si evolve e muta. Una delle tracce in cui il cambiamento è dirompente è il singolo Be Careful, dalle sonorità fortemente trip hop. Riguardo questo brano è lo stesso cantante a dire la sua:

Be Careful è stata scritta durante la pandemia (ho detto che non avrei mai più scritto la parola con la P, ma per onestà). Avevo allestito un piccolo studio nel retro del mio giardino e spesso mi ci portavo nelle serate con numerose bottiglie di vino. Ispirato ai Portishead e con una linea di basso che si rifà a Nude dei Radiohead, questo brano è nato in modo del tutto naturale. Parla di prendersi cura di sé e di capire quando è necessario cambiare. Sono stato colpevole di essermi concesso troppo e ho notato che stavo diventando una persona che non mi piaceva. Quando me ne sono reso conto, mi sono sentito importante. Cercare di essere una persona migliore è difficile quando non si sa che si sta facendo qualcosa di sbagliato.

E l’aura dei Radiohead si fa sentire anche nel singolo It’s Just a Bit of Blood, un perfetto pezzo alternative-rock in cui le tempeste emotive di chitarra, basso e batteria, si alternano a momenti più melodici. Il livello qualitativo dell’album non fa altro che crescere quando incontriamo brani come We Fall Apart e Hidden Cinema, che dilatano spazio e tempo giocando su atmosfere decisamente imprevedibili e audaci. Di contro, l’incredibile traccia Advertisement One si addentra in confini poco conosciuti. Del tutto strumentale, risuona come colonna sonora di un paesaggio dalle mille luci, a cui assegneremo colori e sfumature e che noi stessi abbiamo il compito di (ri)disegnare. E poi c’è l’ultimo singolo Pulling Stitches, che è anche quello più “aggressivo”, che ci avvolge in uno stretto abbraccio di distorsioni surreali sin dal primo momento, un po’ alla My Bloody Valentine, tanto che lo stesso cantante ci tiene a ribadire ancora una volta che “è ovvio che l’adorazione per lo shoegaze è dentro ognuno di noi”. In chiusura restiamo sospesi e combattuti in una sorta di non-chiusura: una traccia della durata di ben 8 minuti che io immagino possa continuare a risuonare come un eco per la strada, a casa, in testa.

L’andamento profondamente malinconico racchiude soltanto uno dei tanti lati che questo disco possiede. Sta all’ascoltatore coglierne i restanti. I bdrmm ci verranno a trovare in Italia con tre date, una ad agosto e due a novembre. Non è una minaccia, ma un avvertimento.

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