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Omar Pedrini – Sospeso

2023 - Universal Music / Virgin Music
rock

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Tracklist

1. Dolce Maria
2. La giusta guerra
3. Diluvio universale
4. Ombre etrusche (un canto orfico)
5. Col fiato sospeso
6. Una e unica
7. Plastic Killer (anni '80)
8. Fresco
9. Finchè è finita
10. Mangia ridi ama (Little Boy)


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Sei anni dopo “Come se non ci fosse un domani”, l’ ex-leader dei Timoria Omar Pedrini esce con il suo sesto album solista, “Sospeso”.

Come tanti artisti che sono usciti con i propri lavori negli ultimi due anni, anche Omar Pedrini ha preso grande ispirazione dal periodo Covid e dalle conseguenze da esso scaturite, su tutti la consapevolezza che l’unica “giusta guerra”, per citare una delle canzoni che compongono “Sospeso”, sia quella in difesa della Madre Terra, tematica questa che sta molto a cuore al rocker bresciano e presente in molti suoi lavori. In questo periodo di difficoltà, in attesa di essere ricoverato per l’ennesima operazione al cuore, Omar Pedrini si è trovato per più di un anno, come da lui stesso dichiarato in varie interviste di promozione all’album, “sospeso tra il divano e la sala operatoria“, condizione da cui è scaturito il nome dell’album.

Nove canzoni e un Ave Maria a costituire il suo disco più personale e intimo, “Sospeso” si apre proprio con Dolce Maria, una preghiera a cercare una figura materna di riferimento da troppi anni per lui assente, una ricerca spirituale che ne fa per assurdo la sua canzone più trasgressiva, dopo aver cantato in lungo e in largo il sesso, la droga e il rock’n’roll. Seguono la già citata La giusta guerra e Diluvio universale, il primo singolo estratto di Sospeso, altra canzone ambientalista e preveggente al punto che molti ragazzi impegnati nei soccorsi in Emilia Romagna ne hanno fatto il loro inno Ombre etrusche (un canto orfico) è per chi vi scrive il vero gioiello dell’album, un brano intenso e complesso, un brano in cui si percepisce il livello di armonia, di sintonia, di partecipazione, sia a livello umano che professionale, a cui sono giunti i membri della band dopo piu’ di dieci anni di collaborazione.

La successiva Col fiato sospeso, ci riporta alle tematiche legate alla Madre Terra, seguita da Una e unica, da Plastic Killer (anni ’80) che ci immerge nei favolosi anni 80 della Milano da bere e da Fresco, sì, proprio quella presente nel troppo colpevolmente sottovalutato “Un Aldo qualunque sul treno magico” dei Timoria, in questo disco impreziosita dall’ hammond originale di Carlo Poddighe, tasterista e braccio destro di Omar Pedrini, a farne una versione che strizza l’occhio ai Procol Harum. Chiudono Finché è finita e Mangia ridi ama (Little Boy), ad omaggiare il poeta beat Lawrence Ferlinghetti e a testimoniare una sorta di passaggio di consegne tra chi se ne va e chi arriva nel Pianeta Blu.

Si chiude cosi “Sospeso”, uno strepitoso disco di Omar Pedrini che per le tematiche trattate e il modo poetico con cui vengono affrontate, meriterebbe pagine e pagine di approfondimenti e ore ed ore di ascolto, e che invito ovviamente l’ascoltatore a fare, magari con un buon calice (forse meglio una bottiglia) di vino in mano.

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