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Bachi da Pietra – Accetta & Continua

2023 - Garrincha Dischi / Sony Music Italy
hard blues / rock

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Tracklist

1. Meno male
2. Nel mio impero
3. Mai fatto 31
4. Buster Keaton
5. Un lampo e noi
6. Invano
7. Al Belcanto
8. Mussolini
9. Fuori c’è il vicino
10. Accetta e continua


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La vita di un baco di solito dura una quarantina di giorni, non certo una ventina di anni. Ma il Baco da Pietra ha un ciclo di vita particolare, fatto di multiple reincarnazioni dopo essere diventato crisalide. La trasformazione più sfavillante fu quella avvenuta a metà percorso, in corrispondenza a quel Quintaleche era e resta il prodotto della supercoppia Succi/Dorella che ha maggiormente messo d’accordo pubblico e critica, soprattutto per il passaggio a sorpresa da blues/slowcore a stoner/metal, nettamente in linea con la metafora che sono stati in grado di incarnare.

Negli ultimi anni il tocco di vitalità lo sta dando Marcello Batelli (Non Voglio Che Clara), già dal precedente “Reset” membro effettivo nonché produttore di “Accetta & Continua”. I Bachi da Pietra giungono così all’ottavo disco in studio, dove le novità più rilevanti per una volta non sono da ricercare nel sound, quanto nei testi, mai così politicamente espliciti, pepati della crudezza che ha bene o male caratterizzato tutte le ultime stesure di Giovanni Succi. 

Diciamoci la verità, è da prima che nascessero i Bachi da Pietra che diciamo di vivere in tempi di smarrimento e decadenza morale e culturale, se questa percezione si ripete probabilmente significa che il declino è costante. Anche i Bachi da Pietra si sentono ormai in necessità di esternarla, al punto da comporre un disco che per buona metà dei pezzi mette in croce il governo attuale (Meno male), il clero (Nel mio Impero), società dell’immagine (Mai fatto 31) e l’informazione (Al Belcanto) – senza dimenticare il primo singolo Mussolini, un excursus sempre utile nel ricordare quanto sfigati siano i nostalgici di questo paese. Non reputiamo i Bachi da Pietra dei primi 7 album degli insensibili edonisti, ma nella loro cifra stilistica c’è sempre stata una tendenza a tenersi al riparo dall’effetto Modena City Ramblers raccontando l’attualità attraverso una narrazione meno esplicita, per quanto originale e distinguibile (Servo da “Tarlo Terzo” è un ottimo esempio di satira ficcante e neanche troppo sfumata). 

Insomma, abbiamo tra le mani un disco dei Bachi da Pietra che sembra scritto con l’aiuto di Giorgio Canali: la vecchia guardia è incazzata, e non avrebbe tutti i torti. La musica, rispetto alle prove recenti, ha molta affinità proprio con “Quintale”: Nel mio Impero è un pezzo che potrebbe starci benissimo anche in quel disco.  

Per matematica spiccia, resta l’altra metà dei pezzi da classificare, alcuni dai contorni un po’ più sfumati e ricercati. La coda lenta e droneggiante di Un lampo e noi ci traghetta su Invano, onirica e cullante, ricordando per solennità qualche b-side dei CSI come Polvere. Il pezzo che lascia più il segno è Fuori c’è il vicino:  un racconto teso e vivido, di quelli che a Succi piace costruire in crescendo, facendoci sentire protagonisti in prima persona di una situazione spaventosa. La title-track è una degna chiusura riassuntiva, dove ritorna ancora una volta la volontà di affrontare la violenza fisica e verbale con toni beffardi, senza rinunciare a un pizzico di narcisismo (perché avere una verso come “Accetta e Continua, ditemi accetta e continua” non può che essere pensato per un clapping nei live).

“Accetta & Continua” cattura facilmente in 10 pezzi l’attenzione dell’ascoltatore: suona più atmosferico e compatto di Reset”, vuoi per il perfezionamento dell’inserimento di Batelli, vuoi per la scrittura di pancia, vuoi perché i Bachi da Pietra danno il meglio quando gli prudono le mani. E nel tradurre i mostri in musica, spaventosi o grotteschi che siano, Succi Dorella hanno pochi eguali.

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