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Actress – LXXXVIII

2023 - Ninja Tune
elettronica

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Tracklist

1. Push Power ( a 1 )
2. Hit That Spdiff ( b 8 )
3. Azd Rain ( g 1 )
4. Memory Haze ( c 1 )
5. Game Over ( e 1 )
6. Typewriter World ( c 8 )
7. Its me ( g 8 )
8. Chill ( h 2 )
9. Green Blue Amnesia Magic Haze ( d 7 )
10. Oway ( f 7 )
11. M2 ( f 8 )
12. Azifiziks ( d 8 )
13. Pluto ( a 2 )


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Sotto l’alias Actress si cela il volto di Darren Cunningham, uno degli artisti più eclettici e irrealizzabili della scena elettronica mondiale. Abbiamo ascoltato il suo nuovo album “LXXXVIII” rilasciato il 3 novembre 2023 su Ninja Tunes. Il suo genere musicale come spesso accade (e si ripete dentro questo nuovo progetto), risulta di complessa classificazione, data l’immane imprevedibilità delle tredici tracce.

Dal suo modesto debutto nel 2004 con l’EP “No Tricks” infatti, Actress si è destreggiato tra diverse ispirazioni basiche; tra cui il Funk ed Electro dei primi anni ’80 ma non solo. Tra le sue iperboli sonore si è anche tuffato dentro la House più cruda fino alla Ambient Noise. Dando una nuova svolta alle forme decadenti e disorientanti prodotte dai sui ierofanti d’influenza basica e dentro i quale è cresciuto. Le sue produzioni, una volta autodefinite erroneamente dal mio punto di vista R&B concreto, e che hanno di conseguenza impressionato molti DJ, sono state surclassate per essere apprezzate molto di più le sue frequentazioni nelle strade più Clubbing della House, della Techno, del Dubstep e di quella che è diventata nota come “musica da club decostruita”. 

I cinquantasette minuti di “LXXXVIII” lasciano l’ascoltatore persi dentro un’opera che sfida le convenzioni musicali, catapultando l’ascoltatore in un mondo sonoro estraneo e pericolosamente introverso. Il produttore britannico Darren Cunningham, ha creato un album che va oltre i limiti tradizionali della musica elettronica da lui prodotta e al quale ci ha abituati, per esplorare territori sonori introspettivi estremi e forse troppo futuristici da capire oggi. “LXXXVIII” è un viaggio sonoro che abbraccia l’ascoltatore dall’inizio alla fine. L’apertura dell’album è una sinfonia di suoni elettronici eterei che lentamente si trasformano in ritmi pulsanti e ipnotici. Le tracce si susseguono senza soluzione di continuità, creando un continuum sonoro che sfida le tradizionali suddivisioni in singoli brani.

Questa produzione di Actress è senza dubbio una delle più complesse. Ogni suono è curato con precisione chirurgica, e il sound design sfida le aspettative dell’ascoltatore, spingendolo a esplorare nuove forme di deformazione udibile. Le trame intricate e le variazioni dinamiche creano un’atmosfera avvolgente che cattura l’attenzione dall’inizio alla fine. Nonostante la natura astratta, “LXXXVIII” riesce a comunicare per questo motivo emozioni complesse: da momenti di contemplazione e malinconia a esplosioni di energia. Actress anche questa volta stupisce tutti e dimostra di essere un maestro unico nel tradurre emozioni attraverso le infinite distorsioni e possibilità che la musica elettronica ti permette di applicare. 

LXXXVIII” si erge come un’opera pionieristica intelligente. Attraverso la sua abilità nel sound design e la sua audacia nell’esplorare nuovi territori psichedelici, Actress ha creato un album che non solo sfida le aspettative, ma le ridefinisce. Uno dei più acclamati sperimentatori sonori, Cunningham ha già supportato il peso della Top 50 annuale di The Wire, e con “LXXXVIII” conferma che la sua musica è un’esperienza sonora unica e che merita di essere capita, amata e ascoltata. Perché celebra inequivocabilmente il suo contributo all’evoluzione della musica elettronica decostruita.

Cunningham suonava il clarinetto da giovane nella sua città nativa Wolverhampton, in Inghilterra, ma abbandonò lo strumento per concentrarsi sul calcio, sport che praticò fino ai vent’anni come attaccante del West Bromwich Albion F.C. Dopo che un infortunio interruppe la sua carriera atletica, e si è dedicato alla musica, prima come DJ e poi come produttore, iniziando con un Roland Groovebox. Fece il suo debutto vero e proprio sulla sua etichetta nel 2004 con l’EP “No Tricks”. Sicuramente l’uscita più semplice della sua discografia.

Ciononostante Cunningham ha trascorso alcuni anni a perfezionarne un seguito, sfornando “Hazyville” nel 2008. Ma le aspettative si sono alzate diametralmente alla sua tecnica produttiva con il suo eccezionale secondo album, “Splazsh”, che raggiunse il vertice della classifica Top 50 di Wire nel 2010. 

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