Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Massaroni Pianoforti – Maddi

2024 - Maremmano Records
songwriting / indie pop

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Tema di Elèna
2. Enzimi
3. Ragazza di Vita
4. L’Amore del piccolo Geko
5. Maddi Elèna
6. Madre per sempre
7. Genova
8. L’Età del Piacersi
9. Secondo Giovanni
10. Se il mio amore è altrove
11. Case in Costruzione
12. San Francesco
13. Era già tutto previsto
14. L’Epilogo di Maddi


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Torna con un nuovo album di inediti il cantautore e musicista Massaroni Pianoforti, al secolo Gianluca Massaroni. Classe ’76, vanta ben due partecipazioni al Musicultura Festival, vincendo il Premio della Critica e il Premio Miglior Testo.

“Ogni uomo è come un tasto di un pianoforte. L’accordatura perfetta non esiste”, scrive Gianluca nella bio del suo canale Youtube. Credo questa frase sia la perfetta presentazione del suo nuovo lavoro. “Maddi” è un concept album (in copertina troviamo la struggente foto di Fabio Bottirol) che sviscera la tematica del pregiudizio (volente o nolente lo subiamo tutti!) e lo fa prendendo le sembianze di una ragazza emancipata dei nostri tempi, una di quelle che incontri alla porta accanto o di corsa sui binari della metro e che, suo malgrado, si trova proiettata in un contesto sociale dove il pregiudizio vince sulla realtà. Ognuno di noi, a modo suo, è Maddi. 

La penna di Massaroni è come sempre raffinata e segue le orme della canzone d’autore italiana, quella bella, quella che (ahimè!) spesso manca ultimamente nella maggior parte dei dischi. Le trame sonore sono ben articolate; ad ogni ascolto si viene cullati da un sound introspettivo e leggero al tempo stesso, come a galleggiare tra le onde del mare.   

“Maddi” è composta da quattordici brani, di cui due temi strumentali che aprono e chiudono il disco, sviluppandosi anche come un fil rouge in quasi tutte le canzoni, interamente suonati nel Monco-Studio dei Fratelli Massaroni (si segnala che il disco vede alla produzione artistica sempre il fratello Andrea Massaroni, musicista di talento e turnista consolidato, con cui Gianluca ha già collaborato nell’album “Rolling Pop”). 

Ad aprire il viaggio di Maddi Eléna troviamo il brano strumentale Tema di Elèna. Questo tema musicale introduce la figura di Maddi, la sua anima pura, emancipata e tutto il suo tormento per il pregiudizio che dovrà affrontare in questa storia. Maddi Elèna è l’ipnotica e visionaria versione 2.0 di Maria Maddalena, secondo la tradizione presunta amante di Gesù nonché “peccatrice penitente”. Enzimi ci presenta la protagonista come una provocatrice consapevole: “Chinata sul pavimento / Con le ginocchia contro il mento / E tutti attorno nella sala /A guardarle il portamento (il culo)” per poi continuare il racconto per una via un po’ defilata dal centro, Via Mazza Dorino, in Ragazza di Vita: “E poi c’è un’altra ragazza / Una ragazza di vita / Per lei l’amore è un bagaglio / Di biancheria scolorita / E la notte è un fermaglio / L’acconciatura di un taglio / Dei suoi capelli cobalto blu”.

I toni si incupiscono in L’Amore del piccolo Geko, ballad malinconica in una notte di pioggia, tra prostituzione e allucinazioni tossiche: “Perché è la sorgente che si beve / è per lei che si discioglie come neve / è la carezza di un poeta” – canta Massaroni e la sua voce sembra un sussurro nel buio – “è per lei che la luna abbaia quando è piena / è per lei lo sguardo dietro al finestrino / lo stropicciarsi di un quattrino”. Il brano successivo, Maddi Elèna, descrive la fuga della protagonista. Una ragazza qualunque, dai capelli tinti di blu, “ha un ciondolo sul collo / di un chiarore schivo / e il volto è come un’ombra di traverso”. Maddi aspetta un figlio. Maddi è scappata. Maddi non ritorna più: “Ma torna Maddi Eléna / Io la ricordo come un’acerba mela / Morsicata e persa non la ritrovo più”. Segue Madre per sempre, accorata preghiera di Maddi, confusa e frostornata, alla vergine Maria: “Madre Maria tu vegliami adesso / Tu vegliami adesso / Amare lui che ti ama e poi scoprire che poi / Madre Maria sola tu sai chi siamo noi”

La fuga porta la ragazza a Genova, in una stanza spoglia di un monolocale dove c’è solo una fotografia un po’ sbiadita di lei con suo padre e suo fratello che non vede da tempo. La traccia si apre col suono del mare e le urla dei gabbiani, per poi lasciare spazio alla voce di Massaroni Pianoforti che sembra l’eco di un ricordo lontano: “Alla tua grazia meravigliosa / Presa in prestito in una notte abbottonata fino alla gola / Spigolosa come un diamante grezzo e pudica / Come il velo stropicciato di una sposa”. L’Età del Piacersi si intreccia nella trama dei sogni che si allontanano e delle braccia di Maddi che regalano speranza di rinascita e di bellezza: “Che la mia America è lontana / Ma poi rimane solo un nome / Il cliché di una canzone”. Segue il brano Secondo Giovanni, palese il riferimento al Vangelo di Giovanni, colui che compreso e annunciato il primato del comandamento nuovo dell’amore: “Non succede mai niente ognuno sta al proprio posto / Ognuno sta al proprio posto / Ma Giovanni ha trovato l’amore”, lo stesso amore che regala a Maddi attimi di serenità. Ma i ricordi e la nostalgia non tardano a tornare nel cuore della nostra protagonista: “Ma se / Il mio amore è altrove / Dimmi cos’è / Che mi tiene accanto a te / Cosa non mi fa andar via / Se l’istinto o la follia / Se il mio amore è altrove / Dimmi cos’è / Che mi tiene qui / Accanto a te”, canta Massaroni in Se il mio amore è altrove.

L’ultimo trittico prima dell’epilogo parte con la fumosa Case in Costruzione per poi lasciare posto a San Francesco, brano che ha anticipato il disco. Racconto chirurgico delle molteplici facce della passione perduta: “L’amore è un illuso / si aggira tra i superstiti col pungo chiuso / Neri sacchi di plastica / L’amore c’ha la svastica”. Era già tutto previsto incalza insieme ai demoni di Maddi, che tornano per riprendersi la loro rivincita: “Di chi ti sei innamorata / Senza sentirti mai amata / Era tutto previsto / Che non saresti tornata / Con il tuo zaino a tracolla / Ti hanno raccolto in giornata” – la voce di Massaroni e la melodia nostalgica mettono i brividi. 

Massaroni Pianoforti ci accompagna ancora una volta nel suo universo musicale e concettuale e lo fa con “Maddi”, un disco spiazzante e onesto, tra voce, melodie struggenti e onde del mare. 

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni