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Lull – Journey Through Underworlds

2024 - Cold Spring
drone / dark ambient

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Tracklist

1. Downwards
2. Journey Through Underworlds
3. In the Distance


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A 31 anni di distanza dalla sua uscita primordiale, Lull ripropone l’edizione integrale di “Journey Through Underworlds”. Prodotto dalla Cold Spring, l’album si presenta come una rimodulazione contemporanea di un viaggio cupo e disorientante.

Come nei migliori incubi profondi, all’interno dei quali ci si sente nettamente smarriti, questo percorso attraverso i mondi del sottosuolo ci attende senza minacce. Seppur timorosi di ciò che potrebbe nascondersi al di sotto della superficie, talvolta siamo lieti di poter sprofondare nelle viscere della terra (e persino nei meandri della nostra psiche), pur di allontanarci per qualche momento dalla realtà in cui ci sentiamo imprigionati.

Lull sono un progetto inglese dark ambient ideato da Mick Harris nel 1990. Harris, in quanto ex membro dei Napalm Death (di cui era il batterista), aveva siglato la musica de i Napalm appellandola come formatrice di un sound british grindcore. Quando pensò di dare luce al progetto discografico Lull aveva tra le mani soltanto un campionatore, un pedale di riverbero e un registratore a quattro tracce. E fu lì che pensò di ideare una musica assolutamente dark ambient, pura, senza contaminazioni. Un effetto decisamente minimalista che non potrebbe essere definito altrimenti da nessun tipo di critica. Infatti sono tre le tracks di questo album, decisamente prolisse ma al contempo inquietanti, votate principalmente alla creazione di un’illusione da incubo.

Nonostante sia composto solo da tre tracce, la durata di “Journey Through Underworlds” è però di poco inferiore ai 75 minuti. Downwards, inizia il viaggio oscuro attraverso gli inferi. Non comprendiamo dove ci troviamo poiché echi e riverberi non fanno altro che confonderci. Dal freddo che avvertiamo intorno alle caviglie, riusciamo a comprendere solo che stiamo scendendo sempre più in un luogo assolutamente sconosciuto. Ci assale quindi una forte sensazione di claustrofobia mentre rumori indistinti sembrano animare entità invisibili al buio, pronte ad aggredirci. Journey Through Underworlds, siamo ormai del tutto calati nella fossa oscura dei rumori. Non abbiamo alcuna via d’uscita. L’incubo ci avvolge del tutto mentre il viaggio prosegue, facendoci addentrare sempre più in luoghi ignoti.

In The Distance, alla distanza il compito di riequilibrare la sanità della nostra psiche. Siamo ignari che ciò che ci ha ingoiato ora (in qualche modo) ci possiede per sempre. Ritornati nella nostra dimensione, non riusciamo comunque a distinguere l’incubo dalla realtà. Nella nostra testa riecheggiano i lamenti disumani che ci hanno accompagnato lungo un impervio cunicolo, freddo e lercio, attraverso il nostro viaggio di ritorno.

Journey Through Underworlds” è stato il secondo album nella carriera discografica di Lull e oggi rappresenta anche il decimo della band inglese (nella sua riedizione, a due anni di distanza dall’uscita di “That Space Somewhere“). Un progetto dark ambient pionieristico ideato per creare una perfetta illusione uditiva. L’ascoltatore percepisce la netta impressione di una fuga nella realtà, seguita da un ritorno nel mondo dei vivi. Al risveglio sulla terra fredda custodisce solo vaghe tracce di quei ricordi maturati nel sottosuolo.

Toccherà alla paura ridestare in noi il terrore degli incubi che ci hanno divorato. La cover art, stilizzata attarverso tenui colori della terra, da Abby Helasdottir (Gydja) richiama in maniera esplicita le rappresentazioni dell’antro della Terra attraverso cui Dante si incamminò verso il centro del mondo. Lì il sommo poeta incontrò i mostri più temibili e personaggi a lui noti segnati da un destino castigatore. E nonostante il viaggio oscuro, il ricordo di quell’incubo fu per Alighieri illuminante e rafforzatore per un Io in cerca di risposte.

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