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Omar Rodríguez-López – Is it the Clouds?

2023 - Cloud Hill Records
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Tracklist

1. Is it the Clouds
2. Mere Centimeter
3. Gently Tamed
4. Rat Pain
5. Once a Broken Human
6. Amor Frio
7. Which Came First
8. Your Own Worst Enemy
9. Solving This Again
10. Broken (reprise)


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L’instancabile musicista di El Paso Omar Rodríguez-López torna in scena (non che si fosse mai fermato un minuto) con un nuovo album solista, “Is it the Clouds?”, il primo dal 2017, disponibile da solo o all’interno di “Amor de Frances” un folle cofanetto di 57 lp che testimonia l’enorme lascito artistico del chitarrista e compositore (senza considerare la discografia di At the Drive In, The Mars Volta e altri progetti paralleli).

Questo disco racchiude un’anima atipica rispetto ai lavori più noti al pubblico. Le caotiche sferzate elettriche dei suoi gruppi principali sono qui sostituite da una più essenziale tessitura acustica, dalla quale fanno capolino xilofoni, tastiere e tappeti di cori che sorreggono e cullano la voce dello stesso Rodríguez-López. Un’atmosfera raccolta e intima per un disco che nasce sei anni fa a seguito della morte della madre, dopo la quale il chitarrista si era preso una pausa discografica. Sono canzoni legate a quel momento ma come spiega lo stesso autore “non sono così brutali come sarebbe stato se le avessi fatte quando è effettivamente morta. C’è stata abbastanza distanza da quel momento”.

Dalle prime note della title-track, passando per le successive Mere Centimeter e Gently Tamed si ha l’impressione di avere i musicisti accanto, in un salotto o un un cortile. La musica è raccolta, suadente ma non stucchevole. Una confidenza intima e sincera anche quando si fa più baldanzosa, come in Rat Pain e i suoi mellotron balbettanti.

Non ci sono veri e propri cambi di registro ma non importa. Si tratta dell’istantanea di un preciso stato mentale e le prove dell’eclettismo di Rodríguez-López si possono riscontrare scegliendo a caso qualsiasi disco dal suo catalogo passato. Qui la frenesia si tramuta in contemplazione.

Con lo scorrere dei brani vediamo susseguirsi incursioni melodiche naif, tinte inaspettate e arrangiamenti consapevolmente obliqui, ma costantemente al servizio di una forma minimale e ordinata, dominata dalla chitarra classica e dalla voce che ancorano le canzoni a un’immediatezza che rimanda all’ultimo lavoro in studio dei Mars Volta, ma in questo caso senza il peso delle aspettative che quel nome si porta dietro nel bene e nel male. Molti non hanno saputo cosa farne di quell’album, compreso il sottoscritto, un album che forse non ha colpito nel profondo come in passato. Qui invece si riesce a fare un passo indietro e godersi lo scorrere della musica. C’è un canale più limpido tra disco e ascoltatore che riesce a mettere più a fuoco anche il precedente lavoro della band.

Forse sono le aspettative a controllare e plasmare parte dei nostri gusti, ma qui a mente totalmente sgombra “Is it the Clouds?” si mostra per quello che è, ovvero l’ulteriore passo di un cammino artistico sempre cangiante e proteso verso il futuro, senza paura. Non cambierà il corso della musica ma sicuramente ci ricorda ancora una volta che Omar Rodríguez-López non rimane mai nello stesso luogo per molto tempo, probabilmente mentre scrivo queste righe sarà già impegnato nella sua prossima avventura.

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