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Potere Negativo – Benvenuto all’Inferno

2024 - Trujaca Fala / Nunchakupunk / Global Help / Distro –Y / Death Trap / Little Jan’s Hammer Records
hardcore punk

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Tracklist

1. Demoni
2. Fantasmi
3. Vendetta
4. Crepa
5. Fiume dell’odio
6. In trappola
7. In eterno
8. Macabra danza
9. Farsa


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Dopo due cassette uscite in epoca pre-pandemica, i Potere Negativo da Milano e Valtellina arrivano, finalmente, a pubblicare il loro primo disco. 

Mass Media, Mass Media, Mass Media Mass Media , potere negatiiiiivo!”: il nome si addice alla furia degli Indigesti, che scrissero Mass Media più di quarant’anni fa: suoni anni ’80, basso gigantesco, tonalità sfocate. I nove brani che compongono “Benvenuto all’Inferno” sono il modo migliore per iniziare le ostilità del nuovo anno, anche il Virus e Zabriskie Point non esistono più.

Seguendo le linee guida della nuova scuola punk milanese, però, mi immaginavo un disco più wave, che core. Mi spiego. Negli ultimi anni, come ho già spiegato in diverse altre recensioni o articoli, Milano ha visto nascere, per fortuna, molte realtà musicali strettamente legate alle realtà sociali ed autogestite della città. Occupazioni, autogestione, rivendicazione e soprattutto partecipazione sono concetti tornati al centro dell’impegno sociale. Come sempre, il punk ne è stato veicolo sin dall’inizio, ma in una forma molto più legata alla sperimentazione che all’immediatezza. I Potere Negativo, in controtendenza, scrivono un disco che riflette la quotidianità senza troppi filtri musicali, scegliendo una via più brutale e più vicina alle sonorità berlinesi e californiane del momento. Crepa, In eterno e Vendetta ci aiutano a spiegare meglio questo concetto, strizzando l’occhio perfino ai Dead Kennedys, ma con un’ulteriore eccezione. Il tratto più caratteristico di “Benvenuto all’Inferno”, infatti, è che nonostante sia un disastro hardcore fatto e finito, lasci spazio ad un dialogo, una riflessione sul disagio. Non si tratta solamente di proclami, denunce e odio, bensì di una necessità esplicativa.

Credo che un disco punk come questo dovrebbe uscire ogni tot di tempo, così, tanto per riportarci alla dimensione più dialettica e sociale di ciò che ascoltiamo. I quattro milanesi ci spiegano che se devono esistere barriere, queste sono da erigere tra noi, che facciamo parte di una realtà, e gli altri, quelli che la combattono o ne negano l’esistenza. 

Dodici pollici in uscita grazie ad una solida coproduzione, cover art by Clara Catania.

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