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Any Other – stillness, stop: you have a right to remember

2024 - 42 Records
songwriting

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Tracklist

1. Stillness,stop
2. Zoe’s Seed
3. Awful Thread
4. If I Don’t Care
5. Second Thought
6. Need of Affirmation
7. Extra Episode
8. Indistinct Chatter


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Adele Altro si presentava al pubblico quasi 10 anni fa col suo progetto semi-solista Any Other con “Silently. Quietly. Going Away”, un orecchiabile alt-rock di provincia che configurava il trio da lei rappresentato come una delle cose più interessanti da seguire per il futuro. Nel successivo “Two, Geography” Adele alzava l’asticella, suonando quasi tutto da sé e togliendo spazio alla chitarra in favore di strumenti più acustici: archi, sassofono e piano, a corredo di una scrittura rigorosamente in inglese, sintetica ed efficace (anche grazie alla sua inconfondibile voce baritonale e incisiva). Una prova che ne ha aumentato vertiginosamente la credibilità, al cospetto di un’età ancora molto giovane.

Parliamo del 2018. Da allora, cosa è successo? Concretamente, Adele ha partecipato all’ascesa di Colapesce, diventando da semplice coinquilina a stretta collaboratice nell’Infedele Orchestra, parabola con Dimartino compresa: si percepisce appena, ma la voce nei cori di Musica leggerissima è la sua. E così, vuoi per il remunerativo impegno da turnista, ha messo un po’ da parte il suo progetto personale. Nel frattempo anche altre riflessioni, terapia e una nuova identità (Altro non è il cognome di nascita). 

Tornata a comporre con Marco Giudici, fedele bassista ( e non solo) sin dagli esordi del progetto, all’alba del nuovo anno bisesto Any Other ritorna con 8 nuove tracce in questo “stilness, stop: you have a right to remember”, in continuità col precedente disco a cominciare dalla presenza di punteggiatura nel titolo.

Il disco parte convincente con la semi-title track Stilness, stop, reggendosi su un piano sincopato per mettere al centro un testo liberatorio e aggressivo. Con Zoe tornano chitarra e archi al centro, per una canzone sentimentale dal sapore classico, quasi da Perturbazione. Awful Thread è il momento più scuro di tutto il disco, spazio solo ad archi, piano e wurlitzer, per una canzone dedicata a qualcuno per cui si prova risentimento. Cambia tono, pur mantenendo uno spirito combattivo, il primo singolo If I Don’t Care, suonando anche come un curioso e gradito ritorno ai freschi esordi più rock.

Facciamo finta di essere ora nel lato B. In Second Taught Adele e i suoi collaboratori si divertono a rincorrersi con le voci e gli strumenti su un’unica strofa, un altro esperimento gentile e azzeccato. Verso la metà di Need of Affirmation, altro pezzo con la personalità di Adele al centro, si sente quasi la voce di Colapesce che sussurra “…E ora devi aprire le braccia!” poco prima che si completi il crescendo sul verso  “Thank God I didn’t listen to them!” per un finale che farebbe contento Amadeus, se solo cantasse in italiano. Extra Episode ed il saloon piano di Indistinct Chatter non aggiungono molto altro a questo disco, risultando gli episodi più deboli.

Nel complesso, “Stillness, Stop: you have a right to Remember”, è un buon disco, figlio della dote autoriale innata di Adele Altro, ma non lascia lo stesso senso di soddisfazione e sorpresa dei due precedenti. L’impressione (chiaramente opinabile) è che Adele e Marco abbiano messo da parte per un po’ troppo tempo la macchina compositiva di Any Other e come uno sportivo dopo un lungo riposo, abbiano avuto qualche difficoltà a ritrovare la condizione perfetta. I testi di Adele sono diretti e ficcanti, ma un po’ troppo al centro rispetto a “Two, Geography”Walktrough era basata su concetti semplici e poche parole ma ti arriva addosso come un’onda anomala.

Non sempre i percorsi tormentati portano a grandi dischi: “stillness, stop: you have a right to remember” ha più il sapore del disco di transizione.

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