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Carmelo Pipitone – Piedi in acqua

2024 - songwriting / folk
La Fabbrica

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Tracklist

1. Tempo
2. Sono stato
3. Pinzeri
4. Veleno
5. Piedi in acqua
6. Meravigliosa
7. Le vesti non servono più
8. Il re è nudo
9. Odessa
10. Peste nera
11. U' riavulo
12. Altri mondi
13. L'America


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Bologna è sempre stata quel tipo di realtà dove la cultura, la musica e i centri sociali la fanno da padrona nell’alzare la bandiera della libertà artistica. Carmelo Pipitone lo fa da sempre e da “Cornucopia” fino a “Segreto Pubblico” si è assistito a questo tipo di libertà, avvalorando non solo un musicista di gran pregio, ma disvelando pure un meraviglioso coraggio nel non sporcarsi le mani trattando anche tematiche scottanti e attuali. Storico chitarrista dei Marta Sui Tubi, molteplici collaborazioni che vanno da Franco Battiato a Lucio Dalla, il progetto Dunk che vede al suo interno anche Luca Ferrari dei Verdena, la band internazionale O.R.k. insieme a Colin Edwin dei Porcupine Tree e Pat Mastelotto di King Crimson, la partecipazione a Sanremo nel 2013 e il premio Insound come miglior chitarrista acustico hanno fatto sì che Carmelo Pipitone continuasse a portare in musica le sue speranze, le sue preghiere, le sue richieste d’aiuto non avendo paura di essere anche politicamente scorretto.

A quattro anni di distanza esce “Piedi in acqua“, un lavoro musicale biografico che racconta una fetta di vita del chitarrista siciliano. Una parte di realtà che spiega in lingua sicula e non tutti quei problemi che orbitano nel quotidiano sociale e interiore. Pinzeri, il primo singolo uscito, è semplicemente un antipasto di questo bagaglio personale, ma che Carmelo spolvera è non ha paura di far mostrare. L’artista racconta:

I Pensieri sono forieri di novità che spesso fatichiamo ad accettare e  sono quello che ancora non sappiamo di essere. Ci consigliano, ci illuminano, ci migliorano, anche quando sono negativi. Sono nuvole gonfie d’acqua e noi terreni aridi.

Similmente ai pensieri che a volte si rincorrono nella mente, un riff di chitarra e la voce si arrotolano su se stessi, generando una dolce nenia che inserisce il brano a metà strada tra cantautorato e folk dialettale in una dimensione onirica. Ma non abbiamo solo questo, il seguito del disco ci presenta brani come Veleno, Le vesti non servono più e Il re è nudo dove la situazione diventa ancor più potente e viscerale, mostrando gli stilemi che contraddistinguono Carmelo da sempre portandolo ad essere a tratti ermetico. La visione si sposta anche su un frangente non solo introspettivo ma anche naif, e in cui la chitarra non è più solo uno strumento di sottofondo ma la protagonista indiscussa di “Piedi in acqua” e Carmelo, senza troppe riflessioni, riesce a portare la sua maestria chitarristica anche su questo aspetto. È evidente che “Piedi in acqua” sia anche un lavoro ossimorico, uno spaccato sociale e di vita che fanno parte di ognuno di noi e Carmelo ci aiuta a rendere ancor più limpidi questi pensieri, che alla fine possono essere pericolosi se li teniamo dentro o se li si guarda troppo negli occhi. Ognuno sa che l’altra persona sa, ma che nessuno parla. Carmelo cancella quella patina tipica della nostra superficialità e del nostro moralismo e non ha paura del risultato. L’intensità e la profondità di queste canzoni ci mettono nella condizione di non essere tranquilli durante l’ascolto, perché ogni strofa di questo lavoro nasconde delle suggestioni e noi comuni mortali dobbiamo fermarci senza troppi condizionamenti.

L’onestà intellettuale è un qualcosa che fa paura e Carmelo Pipitone nella sua carriera è riuscito a portarla anche nella musica più mainstream, come nei Marta Sui Tubi e anche nei progetti paralleli, ma questo “Piedi in acqua” potremmo considerarlo un po’ una summa di tutto il circondario personale e umano che ci contraddistingue. Un grande atto di coraggio dell’artista siciliano che non vuole precedere e non vuole prevedere niente e nessuno, rimanendo umilmente se stesso.

La musica è un grande aiuto ma non sempre fa miracoli, sennò Kurt Cobain sarebbe ancora vivo.

Piedi in acqua” esce proprio nel mese dei buoni propositi, nel mese delle speranze future. Carmelo Pipitone continua ad intraprendere un percorso che lui stesso dice ‘imbattuto”. Quella di Carmelo è una lotta personale, una missione che alla fine ci riguarda tutti ed è soltanto con la forza dei buoni ascoltatori che si riesce ad arrivare ad un grande obiettivo. Un lavoro che è considerabile un mondo e Carmelo, con il suo modo di fare, ci teletrasporta in questo mondo fatto di momenti dolci e amari. Dalle emozioni totalmente inaspettate e il continuo sciorinare delle sue parole, “Piedi in acqua” si presenta come un potente boato viscerale e personale che alla fine è anche il nostro boato.

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