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Polevaulter – Hang Wave

2024 - Autoproduzione
electro noise / dance punk

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Tracklist

1. Mia Goth Made Me Do It
2. Trend
3. Pissed in the Baths
4. Mint Condition
5. Plastering a Fake Smile
6. DDT Soundsystem
7. Industry Plant Based
8. Violently III
9. GabWorld
10. any% WR


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La scena musicale inglese non sembra minimamente rallentare (e per fortuna), sfornando a destra e a manca qualità e talento, sia da progetti recenti che da quelli più datati.

I Polevaulter sono freschi ma nemmeno troppo. Infatti è al 2018 che risale il primo singolo del duo di stanza a Leeds. Seguono alcuni altri singoli, una pandemia di mezzo, e solo nel 2022 vede la luce il primo EP dal titolo “Move”, a cui ne succede un secondo nel marzo 2023, ossia “Content”. Il sound del duo rappresenta la perfetta miscela tra la tensione agonizzante e frastornante dei Godflesh e l’energia pulsante di un altro duo di nostra conoscenza, gli Sleaford Mods. E pensare che tutto ha inizio come quartetto post-punk, nella più classica delle formazioni. A causa della pandemia la band si dimezza e restano soltanto due membri a voler portare avanti il progetto, e questi sono Jon e Dan. I due realizzano che è possibile continuare come duo, aggiungendo qualche elemento elettronico in più e dando libero sfogo a quella spinta noise che per l’occasione abbraccia i suoi lati più danzerecci con un velo di nostalgia al mondo dance punk di inizi anni duemila, ma anche quelli più duri e crudi, attraverso il nichilismo delle frequenze che descrive un mondo malato. Confuso, violento e reazionario: ecco il clima che si respira ad un primo ascolto di “Hang Wave“. Ancor di più se si pensa che il disco è stato suonato dal vivo per 8 ore consecutive dal duo in un recente live streaming su YouTube, al fine di raccogliere dei fondi per sostenere la Gaza Sunbirds, una squadra di paraciclisti che porta aiuti alle vittime di Gaza. 

I bassi picchiano duro: vedi il singolo Pissed in the Baths, terzo estratto dal disco, che Jon ha scritto mentre andava in autobus dal dottore, prendendo spunto (e rabbia) dal riscaldamento degli oceani e l’innalzamento del livello del mare. Le parole sono armi taglienti e la scarica d’odio manifestata a gran voce non può far altro che renderti partecipe di quel sentimento e condividerne ogni grido. I ritmi sono ipnotici: il primo singolo Trend si avvicina molto alle atmosfere claustrofobiche dei Godflesh meno gentili, quelli a cui basta un giro ossessivo di basso per mettere subito in chiaro le cose. E i Polevaulter ne ricalcano le orme, in quei suoni distorti e disarmonici fin quasi alla nausea. Si mostrano fedeli debitori della già citata scena dance punk di inizio millennio con DDT Soundsystem, che riprende uno dei brani più famosi degli LCD Soundsystem, ossia Daft Punk Is Playing at My House, nella sua forma più cupa e impenetrabile.

I suoni sono oscuri e pulsanti: la traccia Violently III non ha sicuramente l’intento di avvicinare più pubblico, anzi, ha una potenza che sprigiona ostilità da tutti i pori e tu vorresti quasi skippare al brano successivo, se non fosse che quello in corso ti tiene lì incollato ad assistere alla sua ipnosi. Sì, su di te. E mentre osservi da uno specchio il tuo Io sgretolarsi in mille pezzi, arriva GabWorld a farti entrare in una realtà ancor più estraniante ed agghiacciante, con colpi ripetutamente ossessivi sferrati ad ogni centimetro nudo di pelle. E’ tutto un estremo caos e ce lo conferma la traccia finale any% WR. Che sta ad indicare il titolo? Ma l’ho scritto, è caos, che ne so.

Una confusione riuscitissima però, quella dei Polevaulter. Un viaggio nel rumore ingombrante dei suoni, che non per forza deve nascondersi dietro schemi prestabiliti: a volte basta starci dentro e condividerne soltanto gli ideali. 

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