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Slope – Freak Dreams

2024 - Century Media
funk metal

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Tracklist

1. Talk Big

2. It's Tickin'

3. Chasing Highs

4. Nosedive

5. Hectic Life

6. It's Always You

7. True Blue

8. NBQ

9. WHY SAD

10. Ain't Easy

11. Freak Dreams

12. Out of the Blue Into the Black


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C’erano una volta Infectious Groove, Urban Dance Squad e Screaming Headless Torsos, e se non siete avvezzi (o, se necessitate di sigle più blasonate per arrivarci, RHCP e primissimi FNM), c’era una volta il funk metal. Roba che ha cambiato completamente il modo di intendere il crossover, quella terra di tutti e nessuno che, a partire da metà anni ’80 e fino a dieci anni più tardi ha scosso le fondamenta della musica alternativa/aggressiva gettando le basi per l’avvento del nu-metal.

Facciamo un salto avanti di parecchie decadi ed eccoci nel 2024 che, proprio come gli Urban Dance Squad gli Slope non arrivano dal Nuovo Mondo bensì dalla cara, vecchia Europa, più precisamente da Duisburg, Germania. Il quintetto tedesco vuole forse aggiornare quel sound, non proprio invecchiato benissimo ma che comunque ha scavato un solco nel nostro cuoricino di tamarri? Ma manco per scherzo. Fedeli alla linea, pure alla propria, con all’attivo due EP e un primo full length tutti in qualche modo più dediti all’hardcore più zozzo e caciarone, tornano in campo armati di quella voglia di ’90 che non c’è dubbio non ha abbandonato poi così tanta gente e l’idea di non spostare l’asse se non verso il gradiente funkone della faccenda.

E allora tutti sul ring, pronti a farsi prendere allegramente a schiaffoni dal favoloso cliché del doppiocantante con doppiadose di rime slabbrate coadiuvate da gang vocals da stadio (l’apice hooliganpunk è raggiunto su Ain’t Easy) e lanciate a velocità fulminea nel tunnel del vento del funk più robusto e cazzuto, inasprito da riffoni fiammanti di marca hardcoreggiante che danno ai brani quel sapore di lamiera luccicante e piombata capace dal peso specifico di un autoblindo (c’è del bandana thrash in queste Out of the Blue Into the Black e Hectic Life), laccato da groove potenti, slap a quattro corde a rendere il tutto più p(h)unkadelico che mai, sballato oltre il livello di guardia, colorato e spassoso. Musica da festa infarcita di calci nel culo dati a tutta forza mentre si inanellano motteggi rappusi e una faccia da schiaffi d’antan. In pratica dodici anthem confezionati appositamente per essere espettorati dinnanzi a un pogo molleggiato, sudato e pesto.

Formula nostalgica che diverte non si cambia e gli Slope si dimostrano chef stellati nel cucinarla così bene, ‘sta minestra riscaldata, con tanto di plastilina in copertina e titolo novanteggiante che più non si potrebbe, in soldoni una rapina a mano armatissima. Non è musica per giovani, su questo non ci piove. Benvenuti nel 1996.

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