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Back In Time

Rinascita e new age: l’album di debutto dei Franz Ferdinand compie 20 anni

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Vi ricordate Brand:New? Il programma in seconda serata su MTV? Era poco prima della mezzanotte e i cari millennial sicuramente si ricorderanno di questa rassegna che dava materiale musicale che i più “hipster” moderni chiamano tutt’ora Indie, ma forse è più giusto classificarlo come Post Punk Revival.

Questo genere, che sta vivendo tutt’oggi un secondo revival (Idles, Fountains DC, Viagra Boys per citare i nomi degli acts più influenti), è stato tra i movimenti più significativi degli anni 2000 per quanto riguarda l’industria discografica. Era ancora in vigore un’impostazione tradizionale della vendita e della promozione della musica, nonostante il disco in formato fisico cominciò ad essere intimidito dalla pirateria digitale; ma budget colossali per i grandi palchi, radio e televisione continuavano ad esserci. Di conseguenza, il successo di una band non si contava solo sul numero di copie vendute. Un ruolo importante lo giocava anche il passaparola, che contribuiva nei fatti a creare un eco mediatico tale da far arrivare nell’olimpo del Music Business quasi più questa ondata che il post punk originario, ma allo stesso tempo ha creato anche un bel po’ di confusione: perché il termine indie era di larghissime vedute e contava al suo interno anche altri più disparati generi come il Post Britpop, il Post Grunge e il Trip Hop.

Fatta questa premessa, negli anni d’oro ce la si giocava principalmente su due latitudini: gli Stati Uniti e il Regno Unito. Da una parte c’erano i The Strookes con “Is This It” e dall’altra i Kaiser Chiefs con “Everyday I Love You Less And Less“. L’underground si trasformava in mainstream e il rock non era più nicchia e diventava di nuovo un genere sociale. L’anarchia inizia a sfumare e comincia una leggerezza adolescenziale con qualche tocco amaro qua e la nei testi. Il ritornello diventa più catchy ed efficace e il disco d’oro arrivava senza troppi problemi. Questi erano gli stilemi, ma era molto importante arrivare nel posto giusto, al momento giusto e con le idee giuste.

Da Glasgow arrivavano i Franz Ferdinand che con l’omonimo disco raggiunsero un successo totalizzante e seminale in Europa e anche oltreoceano. La band scozzese, dal bel garbo e dall’estetica vintage, accese una luce che donò freschezza senza snaturare la cultura musicale britannica che predominò negli anni 90, e offrì il progetto più originale dei primi anni del 2000. Le chitarre canterine ma allo stesso tempo molto ritmiche erano il “trend mark” perfetto dei Franz Ferdinand, che per incidere questo debutto volarono in Svezia e collaborano con il produttore dei Cardigans, Tore Johansson. Ne uscì il primo singolo Take Me Out, che era puro sentimento post-punk. Giusto un mese dall’uscita dell’album e il pezzo raggiunse la terza posizione della classifica britannica, subito imitato dal disco che debuttò nella stessa posizione. I Franz Ferdinand riscossero lo stesso successo anche negli Stati Uniti, dove, pur non raggiungendo le vette della classifiche USA, restarono tanto a lungo nella classifiche da poter vendere oltre un milione di copie, ricevendo l’attesissimo disco di platino.

Ancora ci ricordiamo delle date che suonammo in Italia. La prima era in un piccolo club a Milano, il Rainbow se non sbaglio. E quella dopo è stata a Bologna. Sono state serate incredibili. All’epoca non ci potevamo credere. Avevamo pensieri del tipo: “Cazzo! Abbiamo una data a Milano! Wow! Guardaci!”. Era l’inverno del 2004, tipo gennaio o febbraio. Era surreale credere che il pubblico Italiano non solo ci conoscesse, ma che conoscessero anche le nostre canzoni.

Questo debutto è talmente ben bilanciato e l’ispirazione è costantemente alta da rendere difficile definire un univoco catalizzatore di interesse all’interno di ogni singolo brano. I singoli successivi The Dark Of The Mantinée e This Fire ne sono un chiaro esempio. Diretti, ma allo stesso tempo frenetici e abrasivi, ma che si trovano anche sopra le righe da risultare quasi dei casi isolati del post-punk new era. Grazie a tutto ciò, la band riceve l’acclamazione del pubblico, unanimi consensi di critica e numerosi premi internazionali, come il Mercury Music Prize, l’Ivor Novello Award, due Brit Awards e svariati premi per i migliori video lanciati in onda per MTV, arrivando ad allora a 3 milioni e mezzo di dischi venduti.

I Franz Ferdinand continueranno a battere il ferro finché è caldo, registrando i successivi “You Could Have It So Much Better” e “Tonight“, ma il momento catartico è proprio qui. Qui inizia il nuovo punk (all’epoca) della new age. Questo omonimo album era il disco perfetto dei viaggi in macchina e dello “swag” del weekend, e il cantato old fashioned di Alex Kapranos riportava in voga le Telecaster e i jeans skinny. Nel 2004 tutto era perfetto.

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