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Nouvelle Vague – Should I Stay or Should I Go?

2024 - [PIAS]
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Tracklist

1. What I Like Most About You is Your Girlfriend
2. People Are People
3. You Spin Me Round
4. Only You
5. She's in Parties
6. The Look of Love
7. Shout
8. Should I Stay or Should I Go?
9. Rebel Yell
10. Breakfast
11. Girls on Film
12. Rapture
13. This Charming Man


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Rivisitare brani di musica post-punk britannica anni Ottanta con le sonorità della bossa nova e del cool jazz e l’interpretazione di diverse voci femminili dall’irresistibile accento francese è stata un’idea vincente per Marc Collin e Olivier Libaux, che nel 2003 hanno fondato il progetto Nouvelle Vague (traduzione, appunto, di “new wave”). Il successo è stato immediato, tra dischi di platino e tour sold out, e la formula è risultata talmente azzeccata che l’ensemble è giunto a pubblicare ora il quinto album in studio, “Should I Stay or Should I Go. Il full-length, composto da tredici tracce, vede impegnate vocalist “storiche” come Alonya e Mélanie Pain al fianco di impeccabili musicisti.

L’ascolto si apre con quello che sembra l’incipit di Garota de Ipanema ma poi si vira in un’altra direzione e ci rendiamo conto di stare ascoltando What I Like Most About You Is Your Girlfriend degli Specials, ammantata di una veste bossa nova sensuale e nostalgica. A due voci, People Are People dei Depeche Mode assume un carattere riflessivo e meditativo, quasi implorante nel finale, che aggiunge ulteriore profondità ad un testo improntato alla solidarietà sociale. Quasi irriconoscibile, You Spin Me Round dei Dead or Alive ci catapulta in un fumoso jazz club nella Chicago degli anni ’30. E così via, tra qualche spruzzata di pop e reggae, episodi più danzerecci ed altri chillout: si va da The Look of Love (degli ABC, non quella di Bacharach) a una Shout (Tears for Fears) tutta in levare, mentre Rebel Yell di Billy Idol perde ogni traccia di rock per assumere connotazioni acustiche e minimali. Girls on Film dei Duran Duran diventa un altro brano da jazz club con contaminazioni reggae; non possono poi mancare gli Smiths di This Charming Man, qui in una rilettura per voce, chitarra e percussioni che, se non fosse per l’inserimento di voci della natura, rimanderebbe agli Style Council. La title track infine, in versione dub, sarebbe piaciuta probabilmente anche a Joe Strummer.

In sintesi, l’album è un prodotto di raffinata fattura che non solo si presterà a fare da colonna sonora ad eleganti cocktail parties, ma che verrà anche proposto dal vivo in tutta Europa: la tournée che celebra i 20 anni di attività della band è infatti partita ieri, 15 febbraio, da Belfast, e toccherà Regno Unito, Spagna, Germania, Francia e altre location, con un’unica data italiana prevista all’Hiroshima Mon Amour di Torino il 18 aprile. Si tratterà di un’ulteriore occasione per apprezzare il talento di Collin & soci e per lasciarsi nuovamente incantare dalla loro ammiccante e affascinante “formula magica”.

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