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Traum – Traum

2024 - Subsound Records
psych kosmische musik

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Tracklist

1. Kali Yuga
2. Vimana
3. Katabasis
4. Inner Space
5. Antartic Down
6. Infraterrestrial Dub
7. Erwachen
8. Eterno ritorno


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Traum, dal tedesco “sogno”. Facile confondersi con l’italiano trauma, di radici simili, significati opposti, o forse no. Transizioni e spostamenti. Traum, con il corpo che ha radici in questo Paese ha poi l’anima e la forma mentis vicine all’altro, con ovvi riferimenti a quello che comunemente, e con ben poco apprezzamento di chi lo fece, chiamiamo krautrock, vicinanza a quel senso di comune faustiano, ché in isolamento “Traum” vede il suo compimento, nella condivisione di idee e strumenti che si incrociano.

Ciffo, Stecconi, Mai, Mongardi, il quadrilatero sacro dell’alternativa, qualsiasi cosa sia e/o voglia dire oggi, in un’unione di intenti che va oltre il semplice proporre un disco al proprio pubblico, che li segue nelle ramificazioni ormai tentacolari sparse in svariati lustri di riconfigurazione sonora a tutto spiano, varcano l’oltremondo, approdano dove non ci si aspetta. Nell’anno della morte di Suzuki-sama (assurto, a ragion data, a deità) stazionano in quella sfera che dà le spalle al mondo materiale, luogo-non luogo in cui Damo visse e generò a suo tempo, a suo modo. Non prendetelo come paragone, ché non è nell’intenzione di chi scrive.

Vederli esibirsi dal vivo a Torino mi è servito a entrare più in fretta in comunione con il suono che si propaga dall’omonimo debutto di questa entità, ché vale la pena non chiamare band per ovvie ragioni. Ascesi al divino attraverso il mantra, spianate di suono brillante, strati tendenti all’infinito, conglomerati ambientali che, sintetizzati, trovano ora una loro collocazione in un mare calmo, ora in uno ben più agitato e su cui s’addensano ansia e nubi nere. Le corde elettrificate sono lunghe lame di suono, staffili di luce che dilaniano le ombre, al di sotto dei quali il pulsare motorik diventa ben presto ordalia tribale, bombastiche parafrasi dub per poi tornare sull’autobahn elettrica, costante rettilineo cosmico su cui le melodie si incrociano fino all’ipnosi finale, in una rincorsa all’oblio del vuoto siderale, in costante bilico tra elettrostasi metafisica e seduzione mistica.

Una guida intergalattica per autostoppisti spirituali incarnati nelle macchine su cui dovrebbero viaggiare. Destinazione sconosciuta, viaggio che vale tutti i biglietti acquistabili.

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