Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Gouge Away – Deep Sage

2024 - Deathwish Inc.
hardcore punk / noise

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Stuck in a Dream
2. Maybe Blue
3. Idealized
4. Deep Sage
5. A Welcome Change
6. Overwatering
7. No Release
8. The Sharpening
9. Spaced Out
10. Newtau
11. Dallas


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Gouge away, you can gouge away. Stay all day if you want to

Una delle canzoni più famose dei Pixies recita così. Chi non conosce i Pixies? Pubblicità, colonne sonore, cover dei Placebo. Gouge Away fu scritta nel 1989, quando cioè i ragazzi che compongono la band di cui parliamo in questa recensione avranno avuto sì e no due anni. 

I Gouge Away ( “sballarsi”, in gergo ) si formano nel 2012. La loro musica si pone sin da subito in netto contrasto con le mode dell’epoca, andando a scavare nei sottogeneri più reconditi del cosiddetto “-post” e mischiando i risultati con le sonorità punk anni ’90 tipiche della West Coast americana. Vengono così notati da Jacob Bannon e iniziano a registrare per Deathwish, girando gli Stati Uniti e l’Europa con Ceremony e Touchè Amorè. Su disco, in dodici anni, però, non hanno registrato molto. Sono sempre stati distanti dalle logiche di mercato che, ahimè, negli ultimi anni, non hanno risparmiato nemmeno le scene indipendenti.

“Deep Sage”, il loro terzo album, rappresenta quindi un punto di arrivo abbastanza sentito, per i cinque di Fort Lauderdale. È come se ci avessero ragionato sopra per tutto il tempo trascorso, è come se la sua uscita sia un evento quasi forzato. Ma non è così. Per la terza volta, i Gouge Away ci stupiscono, forse più delle prime due. In questo nuovo disco, infatti, il noise e l’avanguardia prendono prepotentemente piede, occupando la maggior parte delle sonorità, a scapito di mosh e riffs.

Il processo iniziato con brani contenuti nei dischi precedenti, come Can’t Relate e Calloused, si completa definitivamente, estraniando ancora di più l’ascoltatore in una spirale di ritmi, vocalizzazioni e sintonie difficile da rincorrere. L’inizio indierock di Maybe Blue e le sperimentazioni shoegaze di The Sharpening ne sono l’esempio più lampante. La narrazione portata avanti dai Gouge Away è una narrazione punk tra le più sofferte e sentite degli ultimi tempi. Fortemente voluta, in perenne conflitto con sé stessa, ci racconta di un’epoca sicuramente difficile, ma  che può essere combattuta lavorando sulla propria attitudine.

“Deep Sage” manca del colpo di scena, manca dello stentoreo spunto narrativo che può far la differenza, può anche essere vero. Ma nel complesso, credo che pochi dischi sul genere siano riusciti a raccontare un cambiamento in maniera così ficcante. Speriamo che Bannon e soci continuino a puntare sulla  vena artistica di questi floridiani.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni