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Norah Jones – Visions

2024 - Blue Note Records
pop jazz

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Tracklist

1. All this Time
2. Staring at the Wall
3. Paradise
4. Queen of the Sea
5. Visions
6. Running
7. I Just Wanna Dance
8. I’m Awake
9. Swept up in the Night
10. On My Way
11. Alone with my Thoughts
12. That’s Life


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A quattro anni da “Pick Me up off the FloorNorah Jones torna in studio per registrare il suo nono album, “Visions“, prodotto da Blue Note Records e pubblicato agli inizi di marzo. 

Dal debutto con “Come Away With Me” sono passati ventidue anni, nei quali oltre ai più di 50 milioni di dischi venduti e ai nove Grammy Award vinti, la cantautrice di Manhattan ha saputo spaziare tra diversi generi, rimanendo però fedele a quel Pop Jazz che torna ad essere il motore di questo nuovo lavoro. E così, dopo diverse sperimentazioni lontane dal jazz come “Little Broken Hearts” prodotto in collaborazione con Danger Mouse ed avventure da ‘one night stand’ come “Foreverly”, album-cover in stile folk realizzato con Billie Joe Armstrong dei Green Day, in “Visions” ritroviamo il magico binomio piano-voce, arricchito però da una sicurezza ed una maturità musicale ormai innegabili e dal prezioso tocco del produttore e polistrumentista Leon Michels con cui aveva già collaborato in “Day Breaks“, “I Dream of Christmas” ed al già citato “Pick Me Up Off the Floor“.

Il motivo per cui ho intitolato l’album “Visions” è perché molte delle idee sono arrivate nel cuore della notte o in quel momento subito prima di dormire” ha dichiarato Norah Jones durante la conferenza stampa per il lancio dell’album. “Abbiamo fatto la maggior parte delle canzoni nello stesso modo, io ero al piano o alla chitarra e Leon suonava la batteria e semplicemente improvvisavamo. Mi piace la crudezza che c’è tra di noi, il modo in cui suona in stile garage ma anche pieno di sentimento, perché è da lì che viene“.

Il disco si apre con All This Time, una traccia che veleggia su di una melodia astratta alla riscoperta di suoni celestiali. Il secondo pezzo, Staring at the Wall, modula l’atmosfera complessiva dell’album, mantenendone l’eleganza ma intensificando il ritmo con un suggestivo accompagnamento di chitarra capace di generare un’aura di forte nostalgia. Con Paradise invece ci immergiamo in una dolce melodia accarezzata da armonie vocali confezionate su misura. Queen of the Sea, complice la lenta cadenza shuffle, è una ballad marinaresca che sembra davvero fischiettata in riva al mare, con uno spettacolare gioco di voci in cui Norah Jones canta magnificamente su sé stessa. Visions, traccia che dà il titolo all’album, scorre sopra un arrangiamento più intimo ed essenziale avvolto da un semplice riff di chitarra ed un sottile fiato smorzato.

Alla metà della tracklist troviamo Running, imbastita su una melodia delicata ed orecchiabile che cattura subito l’attenzione; non a caso è stato scelto come singolo per il lancio dell’album. I Just Wanna Dance sembra disegnata apposta per esaltare le doti canore della Jones, ma ciò che realmente esalta gli spazi aperti e gli ampi ambienti del disco sono i piccoli dettagli, come lo sfondo sintetizzato che fluisce e rifluisce in I’m Awake o il cinguettio degli uccelli in sottofondo di On My Way. Swept Up In The Night è quel tocco che aggiunge carattere ed atmosfera all’album, che culmina nel suo momento più intimo ed intenso con Alone with My Thoughts dove Norah Jones approfondisce il suo lato più riflessivo e nella conclusiva That’s Life, una ballata ricca di splendide armonie di sottofondo e solisti d’organo blues, un vero e proprio tocco di classe da gustarsi con un bicchiere di whiskey a fine serata mentre si lascia la mente libera di volare.

Nel complesso quindi un album che, seppur non si discosti molto dalle sue tradizionali produzioni, gioca ancora con la melodia riuscendo a garantire un sound originale grazie al delizioso mix tra voce morbida e sensuale, vibrazioni gentili e suoni d’altri tempi. Un disco che piacerà tanto sia agli appassionati di tutto ciò che è old school quanto a chi ricerca semplicemente un sound soffuso e ricco di sfumature.

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