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Tanz Akademie – Hullabaloo

2024 - Overdub Recordings
alt-rock

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Tracklist

1. The Vampire
2. The Ghost
3. Trst
4. Tomorrow
5. The Wake
6. Geisterwalzer
7. Special Town
8. Widows
9. Lollipop
10. The House
11. Venice
12. The House (Reprise)


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A Torino, in certe sere, fa particolarmente freddo. Si gira per la città a piedi e, a poco a poco, si percepiscono gli arti che iniziano a gelare, a non far più parte del corpo ma diventare dei blocchi indipendenti che vanno per conto loro. Ecco, in quelle sere il mio riparo sono i piccoli locali, i piccoli club. Una sera di febbraio mi ritrovai in uno di questi piccoli locali nella prima cintura di Torino ad ascoltare una band di Alba che conoscevo bene ma che non avevo ancora avuto il piacere di vedere suonare dal vivo. I Tanz Akademie li avevo conosciuti qualche mese prima in occasione di un festival underground e totalmente indipendente per artisti emergenti.

La scintilla scoppiò subito, la loro musica mi pervase dal primo ascolto. Il suono un po’ sporco della provincia, lo stesso suono che non guarda all’Italia ma si trasferisce ad altre culture musicali. Quella inglese, quella americana o perfino a quella irlandese dei Pogues e di Shane MacGowan. Su quel palco in quel piccolo locale, spaccarono tutto. Il concerto fu coinvolgente, le chitarre, il basso, la batteria, i fiati: erano tutti concentrati e perfetti. E la loro musica è un po’ tutta così. Concentrata e perfetta.

Il loro esordio, “Hullabaloo“, è un disco importante. Mi piacerebbe dire che ci sarà un prima ed un dopo la pubblicazione di questo album, ma è ancora troppo presto per poterlo affermare. C’è, però, sicuramente un prima ed un dopo l’ascolto di questo disco, nella mia vita. “Hullabaloo” è un disco che mi ha toccato nel profondo come poche altre cose hanno fatto. Mi son sentito capito, spiegato, la frustrazione che provavo, che sentivo, non smetteva di esistere, ma veniva condivisa. Con i Tanz Akademie ed il loro “Hullabaloo” mi sono sentito meno solo. I loro riff e i loro fiati mi hanno accompagnato in questo periodo e mi accompagneranno ancora a lungo perché la loro capacità di raccontare il mondo è qualcosa di speciale e che in pochi hanno. Devo ammettere, però, che ciò che mi lega di più a questo disco sarà sempre il piacere di averlo visto suonato dal vivo. Questi sei ragazzi sul palco trasformano la realtà piegandola col peso e la forza della loro musica. Hanno suonato e stanno suonando in giro per l’Italia (recentemente anche al Covo di Bologna) e pian piano se la prenderanno, così come si stanno prendendo l’Europa con vari concerti per la prossima estate.

Sì, è vero. Le righe precedenti non sono quelle di una recensione di un disco. Le righe precedenti somigliano di più, almeno in parte, ad una lettera o alla spiegazione del perché mi piaccia questo disco, non spiego gli aspetti tecnici e non ne racconto la sua formalità. Ed è giusto così perché, se avete voglia di scoprire una band interessante ed ascoltare un disco meraviglioso, fate come ho fatto io ieri sera: salite in macchina, guidate senza una meta ed ascoltate “Hullabaloo a palla. Magari non vi sentirete bene come capita a me, ma sicuramente vi sentirete meno soli.

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