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Gli Smiths suonano ancora e lo fanno tra le pagine di “Charming Men” di Fernando Rennis

Può un libro suonare come un disco? Io dico di sì. La lettura può sembrare un’attività decisamente silenziosa e solitaria (e, sotto certi aspetti, lo è!); eppure, leggendo libri, perdendosi tra i fiumi di inchiostro delle pagine puoi sentirci suoni, voci e tanta, tantissima musica. Questo è il caso di “Charming Men – La storia degli Smiths” di Fernando Rennis, libro che riesce a superare la linea della parola scritta per sconfinare nella musica.

Edito da Nottetempo, il libro di Rennis suona come il gruppo di Manchester di cui racconta. Le parole accompagnano quelle melodie che un po’ tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo canticchiato a voce alta. Ciascuna delle sette parti in cui è suddivisa l’opera prende in prestito, come titolo, album e brani noti della band. Innegabile il fatto che, nonostante la storia degli Smiths duri appena un lustro e quattro album, il loro astro continui a brillare di generazione in generazione.

Già dalle prime pagine ci troviamo catapultati negli anni Ottanta, nel grigiore cupo e industriale di Manchester e in tutte le sue contraddizioni:

Scavare nella storia degli Smiths vuol dire sporcarsi le mani con il quotidiano britannico degli anni Ottanta, rinvenendo tracce del passato musicale e sociale del paese.

Thatcher al governo, l’ascesa del liberismo, la Guerra Fredda, gli yuppies, la precarietà della working class, il conflitto nelle Falkland, le droghe e la cultura underground. E poi ci sono loro, quattro ventenni di origine irlandese che brillano come una fulgida stella danzante e una band che ha scelto, come proprio nome, il cognome inglese più ordinario e diffuso. Carisma ed ispirazione, disillusione e irriverenza. La voce e il fascino del frontman Morrissey, la complessità dei testi a cui Johnny Marr lega il suo sound dolceamaro, l’alchimia strumentale di Andy Rourke e Mike Joyce creano il mito dei “nuovi Beatles”, icone fuori ogni etichetta nate dalle ceneri del punk, outsiders dannatamente dandy, eleganti e sofisticati che raccontano la realtà intorno a loro sotto la lente delle emozioni più recondite. Dopotutto i “charming men” di Manchester hanno sempre cercato instancabilmente la melodia del conflitto urbano e questa loro poetica è diventata parte integrante del tessuto sociale.

“Charming Men” è un saggio scorrevole, molto più di una semplice biografia di un famoso gruppo. Rennis racconta un intero decennio e lo fa sotto vari aspetti, culturale, musicale, sociale e politico. Con precisione chirurgica, ci ritroviamo tra spaccati di vita di quella che sarà la breve parabola degli Smiths, la cui eco è destinata a sopravvivere per sempre, anche oltre i confini britannici. Come operai hanno lavorato senza sosta nella musica: Oscar Wilde e le letture di Morrissey, i primi testi, i dischi, le sessioni di registrazione, i concerti, i tour, i furgoni, le interviste, i contratti discografici; sessanta mesi di una band straordinaria il cui percorso giunge allo scioglimento (quanti, sottoscritta compresa, ancora sperano in una reunion?) dopo giorni tortuosi e logoranti, tra questioni economiche e legali, e atti di violenza sul palco (si veda l’episodio a Newport nell’ottobre 1986, quando Morrissey finisce in ospedale).

Lo stesso Rennis, sul finire, parla della mancata reunion: “Fa parte del loro charme, anzi del loro mito: cinque anni di attività, quattro album e un comunissimo cognome inglese che li incastra per sempre in un’intramontabile giovinezza [] quello che accade nei decenni successivi è fuori dalla loro storia, fuori da quei cinque anni volati via come petali di un mazzo di gladioli che rotea nell’aria”.

Autore: Fernando Rennis
Uscita: 13/09/2024
Editore: Nottetempo
Pagine: 312
Prezzo: € 18,90

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