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Brueder Selke & Midori Hirano – Split Scale

2025 - Thrill Jockey
sperimentale

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Tracklist

1. Scale A
2. Scale B
3. Scale C
4. Scale D
5. Scale E
6. Scale F
7. Scale G
8. Scale AA


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In un panorama musicale che spesso si smarrisce tra eccessi e complicazioni, “Split Scale”, di Brueder Selke e Midori Hirano, emerge come una delicata rivelazione sonora. L’album, frutto di un incontro tra due mondi apparentemente distanti ma profondamente affini, danza tra la tradizione classica e le frontiere più avanzate della musica contemporanea, risplendendo di un’armonia che fonde il palpito umano con il respiro sintetico.

Fin dal brano d’apertura, A, l’ascoltatore è trasportato in un viaggio quasi sinestetico. Gli arpeggi ciclici di Hirano evocano onde delicate che accarezzano una riva sconosciuta, mentre il duo Brueder Selke, con la fusione di violoncello e sintetizzatori, intesse una trama eterea di melodie, creando un dialogo intimo e in continua evoluzione tra il suono acustico e quello elettronico. Ogni nota si libera dal silenzio con la precisione di un ricamo, dimostrando come la forza della sottrazione possa essere tanto potente quanto quella dell’aggiunta.

Il concept del disco, che esplora la scala occidentale, si presenta come un ritorno alle origini, un’evocazione primordiale della tonalità. Ma ciò che potrebbe sembrare un esercizio semplice si trasforma in un’esperienza straordinaria grazie alla maestria compositiva dei tre artisti. Tracce come C rivelano una capacità unica di dare forma a geometrie sonore che si traducono in emozioni tangibili. Gli archi si sollevano come vapori in una giornata calda, mentre i sintetizzatori dipingono paesaggi sospesi, tra l’onirico e l’organico, tra l’intangibile e il vivido.

In questa “scalata colorata”, come descritta da Hirano, ogni traccia rappresenta un gradino che conduce verso una dimensione più profonda. Il finale, AA, incarna perfettamente questo percorso: un momento di astrazione sublime, in cui i battiti elettronici si dissolvono in un’atmosfera rarefatta, come se l’album svanisse nel cosmo.

La vera magia di “Split Scale” risiede nella sua abilità di unire spontaneità e meticolosità. La sensazione di immediatezza che pervade ogni brano – frutto della scelta consapevole di suonare più strumenti simultaneamente, come nel caso di Sebastian Selke che sovrappone il violoncello alle frequenze sub-bass del sintetizzatore – si fonde con un’attenzione ossessiva ai dettagli. Ogni nota, ogni sfumatura, sembra essere il risultato di un’intesa profonda, non solo tra gli strumenti, ma anche tra gli artisti stessi.

Il tutto diventa un’esperienza meditativa che invita l’ascoltatore a fermarsi, a rallentare il battito del tempo e a riscoprire l’armonia, come se fosse la prima volta. I toni malinconici che emergono lungo il cammino non sono mai pesanti, ma colmi di curiosità, come se i compositori stessero esplorando mondi sconosciuti con occhi spalancati. Questo senso di meraviglia infantile, unito a una tecnica sopraffina, scolpisce un frammento di tempo, un prisma attraverso il quale esplorare le infinite possibilità del suono.

“Split Scale” non è solo un album da ascoltare, ma un invito a sentire, percepire, vivere. Un racconto che vibra tra passato e futuro, unendo il cuore alla mente, l’organico al sintetico, la semplicità alla complessità in una danza perfetta.

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