La compositrice e sassofonista italiana Laura Agnusdei compie un’incisiva svolta artistica con l’uscita di “Flowers Are Blooming In Antarctica”, un concept album (prodotto dalla Maple Death Records) incentrato sul tema del rapporto umano con il pianeta Terra. Il dialogo tra l’uomo e la Natura si sviluppa in otto tracce, argomentate con idee di eco-conflitti e osservazione di nuove forme di vita che non siano necessariamente umane. Il sound modella la forma panista della materia narrativa e si riflette all’interno di una lunga meditazione personale intrisa di jazz spirituale, fourth-world minimalism, tropicalismo elettronico, futurismo tribale e stilish sonoro contemporaneo.
Laura Agnusdei è una sassofonista e musicista elettronica dal respiro internazionale con radici nella città di Bologna. Il suo progetto solista, dalle origini della sua produzione fino ad oggi, ha esplorato i diversi riflessi della composizione elettroacustica, restando sempre fedele al sax che è rimasto lo strumento principale della propria produzione. In quanto voce narrante della Musica di Laura, il sax, per l’appunto, tiene il capo dei diversi fili che intrecciano la melodia della Agnusdei. Una melodia sospesa tra la ricerca timbrica e l’improvvisazione. Dopo il suo esordio con l’Ep “Night/Lights” (2017) e il suo primo album “Laurisilva“ (2019), “Flowers Are Blooming In Antarctica” esplora un paesaggio immaginario composto da suoni diversificati i quali proliferano così come fanno gli organismi viventi di una foresta.
“Flowers Are Blooming In Antarctica” è liberamente ispirato ad una triade di idee pionieristiche che esplorano la realtà in maniera non convenzionale. Parliamo del libro ‘Ways of Being’ di James Bridle che uniforma i temi dell’ecologia e dell’intelligenza umana, del fantastico ‘Codex Seraphinianus’ della fine degli anni ’70 di Luigi Serafini, una collezione accurata di nozioni riguardanti la flora, la fauna e le anatomie trasformate in nuovi esseri fragili e, infine, della narrativa climatica di J.G. Ballard che prefigura riflessioni fantascientifiche.
In Ittiollalia una comunità tribale danza al ritmo di un sax wah-wah filtrato. Il groove ipnotico cattura i corpi dei festanti mentre l’atmosfera circostante si fa sempre più soffocante, lasciando nello spirito la percezione di un’oppressione emotiva. La marcia post-apocalittica di The Drowned World è spinta da un jazz standard. Una civiltà artificiale è sull’orlo dell’autodistruzione. E si disperde per le strade in folle disorientate come masse informi che attaccano le forme di vita circostanti. Il battito del tempo che fluisce ormai inesorabile è rappresentato da una batteria malinconica e dal sound mesto del sax. Are We Dinos contiene il messaggio più significativo di tutto l’album: “Ci estingueremo come i dinosauri?”. Attraverso un’intervista condotta a due bambini, il genere umano riesce ad interrogarsi su un futuro apocalittico e incerto. La ricercata psichedelia del brano è stemperata da un sound di sottofondo andante che rende il brano gradevolmente angosciante.
Emperor Penguin Lullaby: è arrivato il momento in cui gli echi animali provenienti dal sud-est asiatico riescono a raggiungere le coste antartiche. Ciò che vediamo sembra inspiegabilmente armonico: forme di vita diverse e incompatibili camminano insieme su uno strato di ghiaccio che lentamente si sta sciogliendo. La cantilena del sax stempera i toni angoscianti di un sound futuristico e dissociativo.
“Flowers Are Blooming In Antarctica” fa parte della prima uscita del progetto Opale, nato dalla consolidata collaborazione artistica tra Maple Death e Canicola, realtà che da anni portano avanti un progetto di ricerca sperimentale. La copertina dell’album a cura di Daniele Castellano raffigura uno scenario metafisico dai colori caldi e freddi in cui un germoglio, geneticamente e visibilmente anomalo, si espande con forza all’interno di un ambiente a lui totalmente estraneo.
Il percorso artistico di Laura Agnusdei è da sempre basato sulla sperimentazione elettroacustica e sulla ricerca di una dimensione sonora comune per gli strumenti a fiato e per i suoni elettronici polimorfi. Oggi la Agnusdei sembra aver raggiunto un nuovo senso di consapevolezza artistica incentivato dalla potenza di un lavoro più organico e trascendentale.