I Little Pieces of Marmelade rientrano in orbita terrestre, a tre anni di distanza da “Ologenesi“, con un catartico ed inaspettato regalo per i fan.
Tre nuovi brani di fuoco, che vi presentiamo in esclusiva, tutti e tre pervasi da un sapore dolceamaro e metallico, sempre in bilico fra mainstream e underground, fra sangue e miele; ci riportano una band quasi illuminata dalla consapevolezza dei propri mezzi. Quella del duo filottranese è una dichiarazione d’intenti urgente e politica (il formato, la tiratura e la secchezza della release parlano da sole), una vigorosa autoaffermazione sonora che si risolve commossa nel confronto con il pubblico, da sempre unica cartina al tornasole di questa strana coppia di samurai.
I tre brani saranno disponibili solo in musicassetta a tiratura limitata (molto limitata). Per acquistare le musicassette scrivere direttamente a littlepiecesofmarmelade@gmail.com mettendo come oggetto “demo23”. Nel frattempo ve li presentiamo di seguito in questo breve e infuocato live in studio.
I Little Pieces del 2025 sono una band che ha a lungo guardato nell’abisso, tanto da voler cantare dell’amore per le proprie ferite e incorporarne le asimmetrie, per poi indossare un paio d’ali e spiccare il volo per lasciare nuovamente il pianeta. Li abbiamo inoltre intercettati per fotografare il loro passaggio sulla Terra.
Ciao ragazzi e bentornati sulle pagine di Impatto Sonoro. Come state?
Ciao Impatto Sonoro! Alti e bassi, ma per fortuna in questi giorni la creatività ha avuto il sopravvento e ci ha messi alla prova, come sempre. Siamo entusiasti di parlare di questa “uscita super intima” e speciale, qualcosa che non ci aspettavamo nemmeno noi! È un’idea che ci bruciava dentro da un po’ ed è finalmente arrivato il momento di vomitarla fuori. Non vediamo l’ora di condividerla con voi e con i nostri fan.
L’anima di queste tre nuove tracce è di ispirazione istantanea o il prodotto di un processo creativo più cerebrale?
Queste tracce sono il risultato di un’urgenza, un bisogno di esprimerci in un momento in cui non volevamo più aspettare. Non si tratta di processi cerebrali complicati o di perfezionismo; sono brani venuti fuori dalle viscere, a volte in modo istintivo, altre volte spingendoci oltre i confini della frustrazione. Era il momento di farlo e non c’era tempo da perdere, dovevamo trasformare questi mostri emozionali in musica. Abbiamo avuto bisogno di farlo così, a modo nostro. È una reazione al musicificio moderno, un grido di liberazione.
Come mai avete scelto questa modalità di rilascio?
*tutte le copie, in solo formato musicassetta, sono stampate a mano, con artwork unici disegnati personalmente da Frankie*
Abbiamo deciso di rilasciare pochissime musicassette, in tiratura super limitata perché vogliamo fare qualcosa di diverso, in un mondo digitale che va troppo veloce. Le piattaforme, i social, gli algoritmi…tutto troppo istantaneo e troppo frettoloso. Abbiamo voluto prenderci il nostro tempo, fare un prodotto che fosse pensato, sentito, creato con le mani e soprattutto suonato senza computer che sovrascrivano o interferiscano con la spontaneità. Le musicassette sono un chiaro ritorno al passato, ma al contempo un grido di ribellione contro la cultura musicale “usa e getta” di oggi. Inoltre pensiamo che l’idea di avere qualcosa di tangibile, di unico, che ogni fan possa tenere tra le mani, possa essere un regalo perfetto.
Queste nuove tracce saranno il preludio di nuovo album?
Ancora non lo sappiamo, abbiamo scritto tanto in quest’ultimo periodo. Intanto posso dirti che queste tracce sono il preludio di qualcosa di più grande e vogliamo che questo preludio sia speciale. Un’uscita fuori dagli schemi, da condividere soprattutto con chi è pronto a seguire un percorso non convenzionale. Non è il classico “singolo del cazzo che anticipa l’album pieno di singoli del cazzo”. È qualcosa di più personale, che sente il bisogno di farsi sentire ora, al momento giusto, un’anticipazione di quello che verrà, ma con un forte stampo di chi siamo adesso.
Quali sono i piani dei LPFM per il 2025?
Nel 2025 vogliamo fare un mare di live e rinascere, in tutti i sensi. Le nostre ultime avventure discografiche ci hanno destabilizzato, avere a che fare con degli impresari che vogliono solo vendere biglietti o che nemmeno ascoltano la musica che stanno facendo uscire, ci ha un po’ frenato il sogno. Ci siamo trovati davanti ad un sistema che non ci ha sempre capito, che ha cercato di massimizzare i numeri e biglietti venduti, senza capire minimamente la nostra condizione o le nostre esigenze. È lo show business e non ti devi fidare, ok chiaro, ma noi non ci siamo piegati (dall’uscita del nostro ultimo album ad oggi, abbiamo gestito i tour da soli e abbiamo recuperato i soldi che ci avevano “trattenuto”) ed ora non vediamo l’ora di riscattarci.
Come band, qual è la vostra ambizione massima?
La nostra ambizione massima è quella di poter fare questo per sempre, di diventare in un certo senso “grandi” e di restare in piedi, di continuare a fare musica con la massima libertà, senza il compromesso di questa realtà distopica. E speriamo di ispirare anche gli altri a muovere queste energie.
Suonare insieme vi rende sempre felici?
Suonare insieme, nonostante tutto, è ancora una delle cose che ci rende più felici. Ogni tanto litighiamo, abbiamo passato dei periodi di incomprensioni, delle tensioni ci hanno messo alla prova, come è giusto che sia in una band. Non è facile, ma siamo sempre stati con gli strumenti in mano e i registratori sempre accesi nonostante le divergenze, è un modo per connetterci. In qualche modo, ogni incomprensione è diventata una parte del nostro percorso e ci ha fatto crescere, come band e come persone. Quindi sì, suonare insieme ci rende felici.
Credits:
musicassette: Anonima Duplicazioni di Loris Cericola
foto: Francesco Torresi