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BTS, K-Pop e cinema. In “Fattore K. L’ascesa della cultura coreana” Paola Laforgia racconta la grande onda coreana

Alzi la mano chi non è rimasto incollato davanti allo schermo a guardare una puntata di “Squid Game”. O, ancora, chi non è rimasto intrigato dai prodotti di skincare asiatica che sembrano essere miracolosi al punto da promettere un glow up assicurato. Ebbene, il cinema e la cosmetica sono solo alcuni dei tanti aspetti dell’affermazione (ormai mondiale!) della “Korea Wave”. Sotto tanti frangenti, infatti, la cultura coreana ha raggiunto, negli ultimi anni, traguardi inediti negli Usa e in alcune nazioni europee. 

La musica, tra i vari aspetti, non fa eccezione. Sapete, ad esempio, che a Prato è nata una radio, K-Tiger, interamente dedicata al K-Pop o che proliferano ormai blog e associazioni culturali coreacentriche (un fra tutte, a Torino, Itako, fondata da famiglie che hanno adottato bambini coreani)? Ecco, io l’ho scoperto da poco, anche grazie all’interessante lavoro di Paola Laforgia, consulente discografica e promoter per l’etichetta discografica indipendente SoundSupply_Service, che vive a Seul ed è autrice del volume “Fattore K. L’ascesa della cultura pop coreana” per Add Editore e con le illustrazioni di Lucrezia Viperina.

La Corea del Sud è un Paese che è stato invaso, raso al suolo, diviso in due. Solo settant’anni fa non c’era niente. Ricevevamo aiuti dal Fondo Monetario Internazionale e dalle Nazioni Unite. Ora invece il mondo intero ci guarda. Com’è possibile? Com’è successo? Be’, è perché la gente si fa in quattro per migliorare sé stessa. In Francia o nel Regno Unito, Paesi che hanno passato secoli a colonizzare altri, c’è chi viene da me dicendo: “Accidenti, vi mettete troppa pressione addosso; la vita in Corea è così stressante!”. In Occidente, le persone semplicemente non ci arrivano.

Ma perché la cultura coreana piace tanto? Nel 2008, Aron Han Joon Magnan-Park, oggi professore di Letterature Comparata all’Università di Hong Kong, dichiarava sul Gardian che tale cultura si presenta “esteticamente fresca, economicamente redditizia, culturalmente avvincente, tecnologicamente sofisticata e ideologicamente introspettiva”. Sarà questa la chiave del successo col fruitore-tipo occidentale? Laforgia, all’interno del suo libro, frutto di uno studio letterario, musicale e culturale, ci mostra come la cultura coreana sia ormai ovunque e arricchisca il panorama di tutte le arti, tra tutte K-pop e K-drama sono oggi prodotti culturali di massa: “Si parla di grande onda, ma in realtà è la quarta ondata che arriva dalla Corea del Sud. Figlia a sua volta di una progressiva diffusione che va avanti ormai da trent’anni” – spiega Paola in un’intervista per la presentazione del libro.

Laforgia ricostruisce dalle origini la parabola del K-pop, dei K-drama e del cinema nell’ascesa della cultura coreana, citando aneddoti spesso poco narrati: l’analogia tra le agenzie di intrattenimento e il sistema di produzione della leggendaria Motown, le questioni femministe, per citarne alcuni. E in questo viaggio nell’esplorazione dell’hallyu o onda coreana,non mancano certo dinamiche storiche, politiche e sociali. Per quanto concerne la musica, che riempie la prima parte di questo lungo saggio, ci si concentra sulla nascita, lo sviluppo e il futuro del K-Pop. Spicca la figura dell’idol, concetto complesso che racchiude in sé varie sfaccettature e abilità, estremamente diverso dalle pop star occidentali a cui siamo abituati. L’idol è un cantante, un rapper, un ballerino e, spesso, anche un attore, che indossa i panni di un personaggio ogni volta che si esibisce dinanzi al pubblico. La seconda metà del libro, invece, racconta della produzione cinematografica dei K-drama, serie televisive coreane, la cui diffusione globale è stata facilitata da piattaforme streaming come Netflix, rendendo tali contenuti accessibili ad un pubblico vastissimo. Una tematica decisamente interessante, affrontata da Paola, è quella della censura e degli scandali che hanno coinvolto l’industria musicale coreana, il cosiddetto “lato oscuro” del K-Pop.

Paola Laforgia in “Fattore K. L’ascesa della cultura pop coreana” ripercorre le tappe e i meccanismi che hanno portato la Corea del Sud da Paese distrutto, dopo trentacinque anni di occupazione coloniale giapponese e altre tre di guerra fratricida che ha diviso la nazione in due, a potenza economica in grado di esercitare un enorme soft power a livello globale. Dal K-pop e K-drama, l’Hallyu o Korean Wave sta letteralmente invadendo il mondo. E voi? Cosa ne pensate? 

Autrice: Paola Laforgia
Uscita: 25/10/2024
Editore: Autopubblicazione
Pagine: 240
Prezzo: € 20

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