Si scrive DISH-IS-NEIN, ma si legge Disciplinatha. Questo progetto nasce infatti dalle ceneri della storica band punk bolognese, che, dopo aver consegnato ai posteri album come “Un Mondo Nuovo” (1994) e “Primigenia” (1996), si sciolse a metà degli anni ’90. Tuttavia, il gruppo sarebbe tornato con un nuovo nome e una nuova visione. Il trio composto da Roberta Vicinelli, Dario Parisini e Cristiano Santini, con l’omonimo EP del 2018, segnò già un punto di rilievo, dando vita a un lavoro profondamente politico e critico, dal forte retrogusto industrial. Un nuovo inizio per questa formazione
Poi, nel giugno del 2022, la scomparsa di Dario Parisini segnò un duro colpo, portando il progetto DISH-IS-NEIN ad una profonda crisi e a un inevitabile blocco. La direzione da prendere appariva incerta. Alla fine, però, Cristiano e Roberta decisero di osare e si misero al lavoro su quello che sarebbe diventato il loro nuovo disco: “Occidente, A Funeral Party“. Come nei lavori precedenti, l’album offre una riflessione profonda sui tempi che viviamo, descrivendo un mondo segnato dalla disillusione e dalla perdita di ideali, con uno sguardo critico rivolto sia al passato che al presente.
Rispetto al suo predecessore, “Occidente, A Funeral Party” si presenta come un lavoro più ampio dal punto di vista sonoro. Non è il classico industrial a cui la band ci aveva abituati. Per la prima volta, in particolare Cristiano Santini, introduce elementi trip hop, conferendo al disco momenti più ritmati, come si può sentire nel brano Lucy in the Sky with Diamonds. Eppure, il loro stile resta sospeso tra CCCP e Kraftwerk, con brani intensi come Dove il buio (si) muove, Le voci del silenzio e Asylum.
Sottopelle, tuttavia, permane quella rabbia viscerale nei confronti di un mondo sbagliato e ingiusto, ora accompagnata da una nuova consapevolezza. A tal proposito, la band dichiara nel nuovo album:
Nell’impossibilità di accettare tale declino, mi arrogo il diritto di non scelta, perché non mi ritrovo nel vostro giusto e sbagliato, verità e menzogna; la vostra verità, le vostre menzogne. Che s’alzino quindi i roghi e si brucino gli eretici, si decapiti il dissenso, con la piazza ululante ed inneggiante.
I DISH-IS-NEIN sono la storia di una band che non si arrende al dolore e alla perdita. Occidente, A Funeral Party è il proseguimento di questa eredità: il punk in una nuova veste, il viaggio di Cristiano e Roberta insieme al pensiero di Dario Parisini, che, pur nella sua assenza, sembra incredibilmente ancora presente. Un album complesso, ruvido, che scarnifica ma che sa anche emozionare. Non un ascolto quotidiano, ma un’esperienza da ripetere più volte. I DISH-IS-NEIN ripartono da qui. E noi continueremo a seguirli.