Il percorso parallelo di Massimiliano Casacci, in arte Max, chitarrista dei Subsonica, potrebbe essere considerato una deviazione radicale che unisce il mondo del suono a quello della scienza. Si tratta di un progetto solista che si discosta completamente dal pop a cui ci ha abituati con la sua band, attiva da quasi trent’anni: un progetto che va oltre la coscienza, cercando di catturare la nostra attenzione su dettagli che, nel quotidiano, tendiamo a ignorare.
Questo progetto, denominato Earthphonia, raccoglie i suoni della vita di tutti i giorni: dagli elementi naturali come l’acqua, la terra e il vento, ai rumori urbani di strade, marciapiedi, luoghi pubblici e taxi. Da un lato, i suoni primordiali dell’esistenza; dall’altro, le tracce dell’industrializzazione. Max Casacci si fa carico di questa sfida complessa e, con la sua alchimia sonora, trasforma questi elementi in parti integranti, se non addirittura portanti, della musica elettronica. Un linguaggio musicale ispirato all’avanguardia, con riferimenti a figure come John Cage.
Con il terzo capitolo, “Through the Grapevine, in Franciacorta”, Massimiliano avvia una collaborazione particolare con l’azienda vitivinicola Bersi Serlini di Provaglio d’Iseo. Qui, il suono del vino, delle cisterne, degli ambienti di fermentazione, dei trattori nei campi e persino del “cin cin” si trasforma in un’orchestra sonora minimale e multisensoriale. I rumori della lavorazione del vino, dalla vendemmia al brindisi, compongono una scaletta sonora che include tracce come Cantine, Trattore (Vendemmia cassa dritta) e Cisterne.
Si tratta di un disco di elettronica sperimentale, una colonna sonora perfetta per un ascolto intimo e attento. L’elemento distintivo è la necessità di concentrarsi su ogni minimo particolare per riconoscere i suoni che lo compongono. Grazie alla maestria di Max Casacci, ogni dettaglio si trasforma in un vero e proprio strumento musicale: il suono dello stappo di una bottiglia diventa una percussione, il tintinnio dei calici si trasforma in una melodia, e l’atmosfera della cantina si fa portavoce di paesaggi sonori ambientali.