1. Sono già scorpione (feat. Marta del Grandi)
2. Fumo pt1
3. Come un’ombra dal futuro
4. Fumo pt2
5. Sono già scorpione (reprise)
6. Siamo chiunque siamo
7. Vittima e assassino
8. Scorpio theme
9. Da adesso (feat. Marta del Grandi)
10. Zona d’ombra
11. Freddo in estate
12. Sola (feat. Alda)
13. Odio e oro (feat. Alda)
14. Riprendermi tutto
15. Si tocca a me (feat. Alina B)
Di tutte le volte che ho visto i Casino Royale, voglio ricordare l’ultima. Era febbraio. Torino. Docks Dora. Spazio multidisciplinare Superbudda. Laggiù, in fondo, un pianoforte a parete che Patrick, in un momento di pausa tra una prova e l’altra, sta suonando. È assorto. Sull’altro lato dell’open space, disteso su un divano, laptop sulle gambe, Alioscia. E dalla cucina qualcuno sta cominciando a preparare la cena. Voci. Suoni. Volti.
Trovarmi lì, in quel momento, per uno come me che ha affrontato i primi esami all’università ascoltando in cuffia “Sealing the Seas of Cheese” dei Primus, “Mellon Collie…” di Billy Corgan & co. e soprattutto “Sempre più vicino” è, permettetemelo, discreta cosa. Del tipo doppia libidine con i fiocchi! L’occasione era un nuovo ritorno, nuove date, concerti, ennesime differenti versioni di canzoni iconiche e qualcosa di nuovo all’orizzonte. Una canzone dopo l’altra mentre le ore iniziavano a farsi piccole e i Docks, là, fuori, completamente avvolti nel silenzio. Magia. Aver avuto la fortuna di assistere a quelle prove è stato bellissimo. Da quella sera sono passati alcuni anni, tre, forse quattro, ed eccoci alla vigilia dell’uscita di un nuovo album.
Ancora poche ore e “FUMO”, decimo lavoro discografico in studio della band una volta nota con il nome di Casino Royale e oggi nota con il nome di Casino Royale, ma che di formazioni royali ne ha viste varie e svariate e che oggi è un progetto meno collettivo e decisamente più incentrato sulla visione personale di uno dei componenti, vedrà la luce. Sì, vedrà la luce! Così come si legge nelle note, il disco è “concepito come una suite, un flusso continuo di immagini e suggestioni acustiche” da ascoltare senza interruzioni come una unica singola composizione. E a me, sinceramente, tale composizione, se la vogliamo proprio chiamare così, è piaciuta praticamente da subito. Sin dal primo ascolto.
Bene inteso, non tutto mi è piaciuto allo stesso modo e alcune cose (pochissime a dire il vero) continuo a skipparle anche dopo vari ascolti, ma “FUMO” è un lavoro denso di suoni interessanti, atmosfere, passaggi che non possono lasciarti indifferente, di fine eleganza e di gusto musicale sopraffino e contemporaneo. I groove sono ipnotici, onirici, le radici richiamano la Giamaica, il soul e la club culture britannica. Bristol, o ciò che ne rimane, si insinua nell’ambient e il risultato è un muro sonoro che ti avvolge. Marta Del Grandi è da piangere per la sua bravura. Da piangere.
Sono già scorpione, Sono già scorpione (reprise) e Da adesso sono forse i momenti più emozionali e intensi dell’intero album e se lo sono, una colpa bella grossa è proprio dovuta al suo meraviglioso talento. Della voce di Patrick invece c’è solo una cosa che non mi piace e che non mi va giù e cioè che per i miei gusti la si sente troppo poco. Mi sarebbe piaciuto sentirla molto più protagonista rispetto a quanto non lo sia già. It’s a pity! Riprendermi tutto, senza dubbio uno dei pezzi più coinvolgenti dell’intero album, è forse la canzone che più di tutte riecheggia dei dischi del passato e che alza il livello di voglia di rivederli di nuovo dal vivo. Tanta, ma tanta voglia! E tanta assai!
L’inserimento della giovane rapper Alda invece non mi è piaciuto affatto. Skip, skip e ancora skip su Sola e Odio e oro. I’m so sorry, mi spiace. Davvero! Io ho anche provato ad ascoltare e riascoltare, ma per me è proprio no. Azzeccatissimo, delicato e significativo è invece l’innesto della voce di Anina B in Si tocca a me sul finale del disco.
L’anno astrale è il 2025 e anche se si sente già dire 3000, la band nota una volta con il nome di Casino Royale e che oggi è nota con il nome di Casino Royale ha dato alla luce un disco prezioso, figlio più di questi tempi che dell’eredità del suo glorioso passato. Quello che una volta era un collettivo pulsante è oggi più un progetto concettuale solitario e tante figure che ne sono state importanti, oggi non ne fanno più parte. Forse qualcuno che stava bluffando ha preferito mollare e forse un giorno qualcuno ne racconterà tutta la storia.
La storia di uno dei progetti musicali migliori che la scena italiana abbia mai avuto, e se le cose stanno così è proprio perché la band nota da sempre con il nome di Casino Royale non si è mai voltata indietro, neanche per prendere la rincorsa.