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Nel ventre del suono: la fame e il fuoco dei Litfiba nel libro di Donato Zoppo, “Eroi nel vento”

Credo che la musica nasca dalla fame. Non parlo di fame in senso figurato, ma di quel bisogno umano, irrazionale, di vomitare fuori tutto lo schifo della vita attraverso il suono. Fame di senso, di riscatto, di identità. Fame d’ambizione, di sogni, di bugie che ti racconti per restare a galla. Senza fame, non c’è musica. E senza quella fame feroce, “Desaparecido” non sarebbe mai esistito.

A quarant’anni dalla sua uscita, il disco d’esordio dei Litfiba brucia ancora. Lo conferma Donato Zoppo con ”Eroi nel vento“ (Compagnia editoriale Aliberti, 2025), un racconto corale che si muove tra realismo crudo e impressionismo emotivo, cercando di dare forma all’incendio primordiale da cui “Desaparecido” ha preso fuoco. Un album sporco, urgente, affamato. Il primo capitolo della “Trilogia del potere”, e forse il più feroce.

Il taglio narrativo di Zoppo è teatrale, quasi rituale. La cantina di via de’ Bardi fa da sfondo e diventa insieme luogo mitico e materico: umidità alle pareti, riverberi tellurici, istinto tribale. Pelù, Renzulli, Maroccolo, Aiazzi: entrano, parlano, lasciano tracce. Nessuno racconta la stessa storia, ma tutti riportano quel fondo viscerale: memoria ruvida, tagliente, imperfetta. Ogni sortita nella saletta è accompagnata da testimonianze dirette, frammenti, slanci, omissioni.

Non mancano le riflessioni dell’autore, che ricostruisce il clima artistico e politico da cui quel suono è scaturito: aspro, secco, alieno, eppure immediatamente riconoscibile. È una lettura che sporca i sensi, così come sporche e consunte erano le ore che i Litfiba passavano nella cantina, a inseguire qualcosa che non si poteva dire, ma solo suonare.

Il vero fuoco del libro è nella molteplicità: voci che si rincorrono, si contraddicono, si completano senza mai cadere nell’unisono. Ogni brano viene ripercorso come una reliquia ancora viva, tra intuizioni, errori, visioni. La cura con cui Zoppo si avvicina ai testi e alla loro materia simbolica è quasi rituale. L’estetica post-punk che attraversava la Firenze di allora vibra sotto ogni pagina, come un basso che non smette mai di pulsare.

Qualche passaggio inciampa in cambi di ritmo improvvisi e in una certa disomogeneità stilistica, ma è quasi inevitabile in un testo così polifonico. “Eroi nel vento” resta un saggio vibrante e necessario, che salda le crepe di questi quarant’anni e rende vivo, presente, quel riflesso lontano del 1985. Da leggere in cuffia, con Guerra a tutto volume.

Autore: Donato Zoppo
Uscita: 05/02/2025
Editore: Compagnia Editoriale Aliberti
Pagine: 176
Prezzo: € 16,90

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