Impatto Sonoro
Menu

Back In Time

60 anni in 6 minuti: i sixties di “Like a Rolling Stone”

How does it feel?
Come ci si sente?
Bob, diccelo tu: come ci si sente, dopo 60 anni, a sapere che siamo ancora tutti qua a celebrare una tua canzone?
Oddio, canzone… Chiamarla così è riduttivo, perché stiamo parlando di una colonna, un caposaldo, una pietra angolare sulla quale si è edificata tutta la Canzone del Novecento.

Non può essere un caso che quasi tutti coloro che hanno parlato di Dylan si siano appoggiati a Like a Rolling Stone per intitolare i loro lavori: da “No Direction Home”, il famoso documentario di Martin Scorsese, al più recente “A Complete Unknown”, diretto da James Mangold, film biografico uscito a gennaio di quest’anno. Per tacer di Greil Marcus, una delle penne più autorevoli a livello internazionale su his bobness, che nel suo libro-saggio omonimo del brano, ha dedicato a Like Rolling Stone una disamina riguardo l’essenza stessa del brano e del suo impatto nel mondo.

Insomma, come ci si sente Bob?
Dovresti spiegarcelo com’è aver scritto una roba del genere, che già negli anni ’60 aveva trasfigurato tutti i canoni della canzone andando ben oltre quello che era il Radio Edit dell’epoca, tanto da obbligare i discografici di allora a chiederti di ridurne la durata perché altrimenti no, in quel modo, nei solchi standard dei vinili non ci sarebbe entrata. Inutile dire com’è finita. E non passa mai di moda la storia che Al Kooper va raccontando da più di mezzo secolo, quando, pur di entrare in quella session di mostri sacri, si intrufolò all’organo improvvisandosi tastierista, creando in una incredibile serie di circostanze divine uno dei riff più famosi di sempre.
Sogghigna, Al, mentre la snocciola, sapendo di averla fatta grossa, mentre il signor Zimmermann, dall’alto del suo insindacabile pulpito, metteva la museruola al buttafuori che provava a scacciarlo, benedicendo quell’improvvisata provvidenziale e santificando un carosello strumentale irripetibile.

E chissà quanto deve essere stato complesso per te, Bob, ridurre le originarie 6 pagine del testo in quello che è stato il risultato finale, consacrando il percorso verso la nuova Era elettrica, affrancandoti definitivamente dalla fattoria di Maggie. Chissà quanto deve essere stato adrenalinico portarla in scena per la prima volta solo 5 giorni dopo la sua uscita; e non in un posto qualunque ma al Newport folk festival, nella notte edipica in cui “Dylan went electric”, la notte in cui andò in frantumi il sogno di Pete Seeger, la notte in cui il mondo Dylaniano si rivoltò a sé stesso, cambiando per sempre la propria faccia, mettendoci sopra degli occhialoni neri e imperscrutabili.

Insomma Bob, più che continuare a sprecare maestosi aggettivi per declinare quei sei minuti, dovresti dirci tu come si è evoluto questo pezzo, come lo vivi oggi, come lo interpreti dopo averlo eseguito live duemilasettantacinque volte, un record di esecuzioni secondo soltanto a All Along the watchtower . Per noi è facile lasciarsi andare all’esaltazione, ma sarebbe interessante se fossi tu a raccontarci la senilità di Like a Rolling Stone, visto che ancora oggi sprigiona sei minuti di purezza di piacere, di genio, di ispirazione, di freschezza, di determinazione, di una sfumata ma ficcante invettiva, di gusto nell’orchestrare le parole e le strofe, di voglia di staccarsi dall’ingenuità della gioventù e buttarsi nel mondo adulto con sfrontatezza e un senso di solidità ormai conquistato.
Ci sono i segnali, i prodromi dell’avvento di un mondo che cambia e riscrive i propri dogmi; e che non può fare a meno delle colonne sonore di Bob Dylan.

Like a Rolling a stone non è la mia preferita di Bobby. Solo all’interno di “Highway 61 revisited” ci sono almeno 2 canzoni che mi piacciono di più (Desolation row e Queen Jane approximately). Tuttavia, ogni volta che la ascolto non posso che essere ammirato, sbalordito, appagato. Tuttavia Like a Rolling Stone è stata la prima canzone che ha girato sul mio giradischi nuovo di zecca. Qualcosa dovrà pur dire?

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati