Nei primi anni Duemila le band brit rock dominavano la scena musicale, l’indie rock era la novità che affascinava tutti gli appassionati di musica. Parliamo dell’indie rock veramente indipendente e di stampo internazionale, identificato anche come revival garage rock, non l’indie per come è inteso in Italia oggi, sia chiaro. Trainata da band come gli Arctic Monkeys, Strokes e Libertines, questa corrente musicale dei primi anni duemila trova molteplici incarnazioni ed una delle più interessanti è senza dubbio la band londinese Bloc Party. Il loro album di debutto “Silent Alarm” è un lavoro ispirato e originale, che ha degli elementi che ancora non erano stati del tutto esplorati dal genere.
L’elemento forse più caratterizzante è la ritmica e la conseguente estrema ballabilità dei pezzi, che risulta molto più accentuata rispetto alle altre band del periodo tanto da essere un elemento portante del disco, questa caratteristica a si può notare benissimo in pezzi come Helicopter o Banquet che hanno una forte energia nel loro travolgente incedere. I Bloc Party non si fermano alla sezione basso e batteria nella loro innovazione ma offrono anche arrangiamenti chitarristici complessi e stratificati, troviamo riff che si sovrappongono, singolari botta e risposta tra le due chitarre o ancora effetti sonici sofisticati e ricercati. Le linee di voce originali e il timbro unico di Okereke completano il quadro già di per sé sarebbe interessante.
Le canzoni hanno una poetica abbastanza aperta all’interpretazione, la band si è ispirata ad artisti come Thom Yorke e Bjork per il modo di comunicare, si parla per immagini e gli argomenti sono trattati attraverso allegorie a volte e altre volte solo sottointesi. Si va dalla malattia mentale, al sesso come leva di potere fino a critiche politiche sulla società del tempo. Pur non essendoci un tema principale si può notare come tutte le composizioni sono impregnate di una sensazione di insensatezza dell’esistenza, una sorta di disorientamento e impotenza rispetto alla condizione umana di trovarsi vivi in una società che non si è scelto.
In occasione del ventesimo anniversario di questa pietra miliare dell’indie rock esce una ristampa lussuosa che comprende, nel suo bundle più luxury, ben 4 vinili: due che contengono il disco vero e proprio e altri due con B-side, rarità, registrazioni live e demo. Particolarmente degno di nota è il terzo LP, che include la sessione del 2004 per il BBC Radio 1 John Peel Session, con tracce come So Here We Are, Tulips, Luno e Compliments. La confezione è curata nei minimi dettagli, con copertine alternate che riproducono artwork originali e varianti grafiche inedite create appositamente per questa edizione, inserti fotografici e un booklet di 24 pagine con foto rare, appunti di produzione e note della band che raccontano il dietro le quinte del disco. Tra i pezzi extra troviamo versioni alternative di brani iconici come Banquet e Helicopter, demo mai pubblicate e registrazioni dal vivo che catturano l’energia dei primi concerti della band, rendendo la ristampa non solo un oggetto da collezione, ma una vera e propria esperienza immersiva.
Per chi ha amato “Silent Alarm”, e so che siamo in tanti, può essere un’ottima occasione per rivivere quei momenti e riscoprire un pezzo di storia della musica.