Quanti brani ogni giorno, ogni settimana, ogni mese vengono pubblicati, ascoltati distrattamente e poi finiscono sepolti sotto un mare di altre uscite, a sgomitare per emergere e troppe volte divorati da pesci più grossi e più importanti? Questa è una delle tante domande esistenziali che ci poniamo ogni giorno in redazione, e a cui dopo alcuni tentennamenti e tentativi falliti abbiamo cercato di formulare una risposta.
Hidden Tracks vi accompagnerà periodicamente con i nostri brevi consigli riguardanti alcuni brani pubblicati in queste settimane e che riteniamo interessanti. Progetti da tenere d’occhio, di cui forse sentirete parlare nei prossimi tempi, provenienti in tutti i casi da quell’universo sommerso che più ci sta a cuore e che pensiamo sia giusto e stimolante seguire dal principio. In poche parole, la musica di cui non tutti parlano.
Sempre foriera di proposte interessanti, l’etichetta londinese AD93 è pronta a piazzare un altro colpo: l’elettronica di feeo è sicuramente da tenere d’occhio, così come il suo disco di debutto “Goodness“, in uscita il 10 ottobre. Nel nuovo singolo The Hammer Strikes the Bell si intrecciano dance minimale, ambient e jazz, in una composizione sofisticata e suggestiva, avvolta in una nebbia che richiama atmosfere urbane e contrasti interiori. feeo lavora sulle opposizioni – leggerezza e densità, sospensione e movimento – trasformandole in un paesaggio sonoro tanto evanescente quanto incisivo.
Con “Nun me scetà – Fanali plays Sergio Bruni e Roberto Murolo“, in uscita il 7 novembre su Phonotype Records, il trio Fanali rende omaggio a due istituzioni della canzone napoletana. L’album rilegge in chiave elettronica e post-rock classici e gemme meno note del repertorio di Bruni e Murolo, ospitando anche le voci di Altea, Roberto Colella e Dario Sansone. Ad anticiparlo è il singolo Amaro è ’o bene, con la voce proprio di Altea, esempio di come tradizione e innovazione – ormai vero e proprio leit motiv anche della scena underground partenopea – possano fondersi in un linguaggio sonoro attuale e suggestivo, trasformando la memoria musicale in un’esperienza contemporanea e multimediale.
Band veronese semplicemente fuori dagli schemi, se ancora vuol dir qualcosa, i Kamikaze Lavanda se ne escono con un nuovo singolo intitolato Poco di Buono, un brano che riprende l’avventura della new wave italiana, dai Diaframma in giù, per raccontare dell’abisso in cui galleggiano le relazioni di coppia in questo presente nefasto: “cosa sarà di noi non importa, perdersi solo per farlo un’altra volta“. Non è il loro pezzo migliore, diciamolo, ma ci sono tanti spunti ed è comunque un’occasione da non perdere per scoprire il loro folgorante album d’esordio, “Amore Subprime“, uscito lo scorso febbraio, e di cui non vi abbiamo colpevolmente parlato.
Leggi Sub Pop e ti viene un coccolone a sentire cosa combina Ya Tseen, il progetto dell’artista originario dell’Alaska Tlingit Nicholas Galanin, che a gennaio 2026 sarà di scena con il nuovo album “Stand on My Shoulders“. Ad anticiparlo c’è il singolo Twilight (ft. Pink Siifu e Sidibe), una traccia che mescola soul, R&B sperimentale ed elettronica eterea, in un progetto più ampio di celebrazione con la Terra, l’eredità degli antenati e l’importanza delle responsabilità verso le generazioni future. Facciamo sì con la testa e balliamoci sopra, ché può funzionare.