Impatto Sonoro
Menu

Back In Time

Sultans of swim: “Making Movies” dei Dire Straits compie 45 anni

La puntina del giradischi che si abbassa, il fruscìo, l’organo che sale con il Carousel Waltz e poi il primo accordo, un Re minore che, come un pugno nello stomaco, ti fa alzare la testa e sgranare gli occhi.

Credo che sia proprio questa la sensazione che avranno provato quelli che, nell’ottobre del 1980, hanno messo sul piatto il terzo album dei Dire Straits, “Making Movies”, album epico con una copertina iconica. Album che si fa spazio tra dischi importanti come quello di debutto dei Pretenders o “Seventeen Seconds” dei Cure o ancora “Peter Gabriel III” e tanti altri. Difficile reggere il confronto, eppure la band di Knopfler riesce a piazzare il terzo lavoro e a lasciare indelebilmente il segno.

Quell’anno gli Italiani passano dalla vittoria di Toto Cutugno al Festival di Sanremo, alla morte di John Bonham, sono scossi dalla tragedia del DC9 Ustica e dall’omicidio di Pier Santi Mattarella, e ancora la strage della stazione di Bologna getta il paese in un clima di paura e incertezza. In quell’anno arriva la chitarra di Mark Knopfler a riequilibrare lo stato d’animo dei giovani che assistono, come spettatori inermi, ad uno stravolgimento sociale. “Making Movies” parla di amore e incomunicabilità, di sentimenti e di condizioni interiori, Tunnel of Love, la canzone preferita dal padre di Mark, è una storia d’amore che non decolla e alla fine ognuno va per la sua strada, Romeo and Juliet è la ballad romantica per eccellenza, quella che non potrà mai mancare in nessuna cassetta per conquistare la ragazza di turno. In quel periodo Knopfler aveva diversi problemi personali i quali finirono per essere interiorizzati in quel brano che ancora parla di una relazione che non va a buon fine, come dichiarato da John Illsley nella sua biografia. Dall’album, fu realizzato un cortometraggio narrativo in bianco e nero con Tunnel of Love, Romeo and Juliet e Skateway che veniva spesso trasmesso la sera tardi su alcune emittenti private. Dalle autoradio la loro musica si espandeva a macchia d’olio e divennero un fenomeno mondiale, che in Italia trovò ampio riscontro.

“Making Movies” è anche l’album dell’addio, o meglio del litigio, tra i due fratelli Knopfler, (mica solo i Gallagher litigano) in quanto Mark e David erano ormai ai ferri corti già da un po’. Lo stress dei tour, le promozioni degli album precedenti, il successo crescente, misero David in una situazione di insofferenza a causa della quale i rapporti con il fratello maggiore giunsero ad una rottura. La defezione di David portò il gruppo a valutare nuovi musicisti per rendere il disco più omogeneo e rilassato, e venne ingaggiato alle tastiere Roy Bittain della E Street Band, mentre furono inseriti a tempo pieno Alan Clark alle tastiere e Hal Lindes alla chitarra. 

“Making Movies” è senza dubbio il disco che più rappresenta i Dire Straits e li lancia nell’Olimpo del grande rock. Esso è seguito da un tour mondiale che toccherà anche l’Italia, nel 1981, a Milano e Bologna, non senza qualche disavventura e situazioni surreali come dichiarato da Illsley, “…si erano viste magliette contraffate con la scritta Sultans of swim.”

Ad ogni modo, l’inizio degli anni ’80 ha visto tanta bella musica farsi spazio e gettare le basi per un decennio spesso bistrattato, ma importante sotto tanti punti di vista. Decennio nel quale la musica dei Dire Straits è stata una colonna sonora importante ed è bello poter dire…Io c’ero!

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati