Il 1972 fu un anno cruciale per John Lennon e Yoko Ono. I due artisti erano arrivati negli Stati Uniti l’anno precedente per sfuggire ai fantasmi dei Beatles e all’ostilità della stampa britannica, ma anche per ripartire da zero in un Paese che stava attraversando una notevole trasformazione politica e culturale. Dopo essersi stabilita nel Greenwich Village, la coppia iniziò a solidarizzare con gli attivisti, prese parte a manifestazioni di protesta e usò la propria influenza mediatica per amplificare cause come il femminismo, il rifiuto della guerra – la contestazione contro il conflitto in Vietnam era al suo apice – e la riforma carceraria. Le posizioni radicali dell’ex Beatle e i legami che lui e la consorte intesserono con la controcultura newyorkese attirarono l’attenzione dell’amministrazione Nixon al punto che l’FBI mise Lennon sotto sorveglianza per la potenziale influenza negativa che egli poteva avere sui giovani elettori (nel 1972 si tennero le elezioni presidenziali). Il governo statunitense lanciò anche una campagna per espellere John, citando come pretesto una sua precedente condanna per possesso di marijuana nel Regno Unito. Allo stesso tempo, Yoko stava combattendo una sua battaglia personale: riottenere la custodia di sua figlia, Kyoko, che era stata rapita dal suo ex marito, Anthony Cox, ed era scomparsa insieme al padre.
In mezzo a tutto questo tumulto, Lennon e Ono continuarono a esibirsi e a comporre canzoni. L’album “Some Time in New York City”, che uscì nel mese di giugno, rifletteva le loro posizioni politiche, affrontando tematiche come la discriminazione razziale, le rivolte nella prigione di Attica, le lotte di attivisti per i diritti civili come Angela Davis, l’emancipazione delle donne. La copertina del disco imitava la prima pagina del “New York Times”, completa di titoli, testi e foto che riflettevano il contenuto delle canzoni, con l’intenzione di informare, provocare e alimentare il dialogo. Sempre nel 1972, i due artisti avevano assistito ad un documentario sulle deplorevoli condizioni della Willowbrook State School, un istituto per bambini diversamente abili. Si sentirono subito in dovere di organizzare un concerto al Madison Square Garden per raccogliere fondi da devolvere alla scuola dal titolo “One to One”, per sottolineare l’intento di tendere la mano verso i più bisognosi. Furono previsti due spettacoli, pomeridiano e serale, per il 30 agosto. I concerti, che attirarono 40000 spettatori in totale, raccolsero più di 1,5 milioni di dollari.
Il doppio live newyorkese rappresentò l’apice dell’operato di John e Yoko come attivisti. I due non erano nuovi ad esperienze del genere: a partire dal “Toronto Peace Festival” nel 1969, immortalato nell’album “Live Peace in Toronto”, la coppia si era esibita in diversi concerti per diffondere il suo messaggio di pace e amore e per mettere in luce varie questioni sociali. Ma quello del MSG fu un evento indimenticabile anche perché fu l’ultimo show in cui John e Yoko si esibirono insieme. Per rendere il live una performance condivisa con il pubblico, in conformità alla concezione partecipata dell’atto artistico da parte di Yoko e allo slogan “Voi siete la Plastic Ono Band”, vennero distribuiti tamburelli e tutti si unirono al coro finale di Give Peace a Chance.
Questo momento memorabile viene ora celebrato in un cofanetto dal titolo “Power to the People – The Ultimate Collection”, uscito il 10 ottobre 2025 per Universal Music Group. La raccolta è stata curata da un team guidato da Sean Ono Lennon (che ne è anche il produttore) e comprende 31 brani completamente remixati. In precedenza, solo vecchi mix di esecuzioni selezionate dai due concerti erano disponibili in un album postumo del 1986, “Live in New York City”. Estratti del live erano inoltre già stati presentati come parte del documentario “One To One: John & Yoko”, diretto da Kevin Macdonald e Sam Rice-Edwards e proiettato nelle sale cinematografiche all’inizio di quest’anno.
“Power to the People” è stato anticipato dall’uscita di Come Together dallo spettacolo serale di “One To One”. John & Yoko sono accompagnati dalla band Elephant’s Memory e dal batterista Jim Keltner in una versione incandescente del classico da “Abbey Road”. Per questa speciale raccolta, le canzoni sono state completamente remixate e spogliate del suono di produzione eccessivamente “pesante” che limitava pezzi ispirati e stimolanti come Attica State, Angela, New York City e Born in a Prison (il produttore di “Some Time…” era il famigerato Phil Spector). Le tracce sono state completamente “reimmaginate” in una nuova sequenza di Ultimate Mixes, che include anche versioni estese di John Sinclair e Sunday Bloody Sunday. Tutte le esecuzioni sono letteralmente strepitose, dalla stessa New York City con liriche “improvvisate” alla struggente Imagine e dalla possente Cold Turkey all’omaggio a Presley con Hound Dog. Il lavoro di Sean e del suo team è davvero encomiabile e trasmette all’ascoltatore la sensazione di partecipare in prima persona ad una indimenticabile esperienza live.
“Power to the People – The Ultimate Collection” è disponibile in diversi formati: dalla configurazione minima in CD singolo (che comprende 17 brani, con gli episodi migliori dei due concerti) al doppio CD o quadruplo LP con 31 canzoni, fino al cofanetto Super Deluxe con ben 132 tracce, ovvero le 31 della versione base più altri 91 brani tra cui demo, out-takes, registrazioni casalinghe, jam session in studio, esibizioni dal vivo e altro ancora. L’edizione Deluxe di “Power to the People” include 9 CD e 3 dischi audio Blu-Ray in un cofanetto con titoli in lamina d’argento e una copertina con i volti di John e Yoko che, una volta sovrapposti, presentano un effetto 3D dinamico. Il box è accompagnato da un libro di 204 pagine, che racconta i concerti e le canzoni attraverso le parole di Lennon, di Ono e delle persone coinvolte, provenienti sia da interviste d’archivio che da nuove interviste. Inoltre, il set contiene un poster, adesivi e riproduzioni dei biglietti dei concerti, oltre che dei pass per il backstage e l’aftershow.
Della Deluxe Edition fanno parte diversi dischi di registrazioni “casalinghe” inedite e jam session in studio intitolate Studio Jam, Live Jam 1, Live Jam 2 e Home Jam. La Studio Jam vede John e Yoko al fianco di Jim Keltner e degli Elephant’s Memory ai Record Plant Studios durante le sessioni di “Some Time in New York City” quando, tra una registrazione e l’altra, eseguirono 16 cover di classici rock ‘n’ roll.
Live Jam 1 comprende due dischi di ulteriori esibizioni dal vivo, espandendo l’originale versione dell’LP “Live Jam” che accompagnava “Some Time …”: Cold Turkey e Don’t Worry Kyoko dal “Peace and Love for Christmas UNICEF Benefit” del 1969 (con George Harrison, Eric Clapton, Klaus Voormann e altri) e uno spettacolo del 1971 al Fillmore East, in cui i Lenono suonarono con Frank Zappa & The Mothers of Invention.
Nel disco Live Jam 2 sono invece presenti estratti dal “John Sinclair Freedom Rally” (1971), evento a sostegno della liberazione dell’attivista condannato a 10 anni di prigione per possesso di marijuana, e dal set acustico di John & Yoko ad un evento di beneficenza per le famiglie delle vittime della rivolta presso l’Attica State Correction Facility, che ispirò alla coppia l’omonima canzone, più alcune esibizioni televisive.
La raccolta si conclude con Home Jam, 33 demo acustiche grezze e intime, cover di pezzi di Buddy Holly, Carl Perkins, Chuck Berry, Elvis Presley, The Everly Brothers, Little Richard e altri e home recordings del 1971, dalle collezioni private di cassette e nastri di John, tra cui quattro tracce con il cantante di protesta Phil Ochs.I collezionisti potranno sbizzarrirsi perché, “boxone” deluxe a parte, come si è detto la raccolta è disponibile in vari formati, per tutte le tasche e tutte le esigenze: si va dalla “Audiophile 4LP Deluxe Collector’s Edition” (quattro 33 giri, libretto e gadget vari), che comprende le 31 tracce dei due concerti, pomeridiano e serale, alla “ 2LP Hybrid Concert Edition ” con due dischi in vinile verde o nero, libretto, poster ed il “best of” dei due concerti (17 tracce). Le edizioni in 2 CD e in CD singolo sono il corrispettivo, rispettivamente, di quelle in 4 LP e in 2 LP. Tutto fantastico fin qui? Sembrerebbe di sì… in realtà c’è un “ma”.
In “Power to the People”, infatti, c’è una “grande assente”: Woman Is the Nigger of the World, pezzo di apertura di “Some Time…” e brano di punta del full-length stesso, che pure era stata eseguita durante il doppio live al MSG, tanto che John l’aveva introdotta come «una delle tante nostre canzoni che sono state messe al bando». Nel 2025, dunque, la “N word” viene censurata anche se contenuta in un brano storico che denuncia la condizione della donna come emarginata tra gli emarginati? Yoko, ideatrice del testo, ha lasciato che suo figlio Sean, produttore dell’operazione discografica, escludesse una canzone che quando uscì fu considerata discutibile, ma che oggi il pubblico dovrebbe essere in grado di comprendere senza preconcetti? Negli anni Settanta, dunque, Ono era più disposta ad osare, mentre oggi si autocensura per timore di affrontare controversie? O sarà la casa discografica ad aver imposto l’omissione del brano?
Riviviamo, dunque, le emozioni del concerto del 30 agosto 1972 ascoltando le entusiasmanti performance incluse in questo live, ma la perplessità e il disagio per l’esclusione di un brano fondamentale come Woman… restano.