Tra i casi cinematografici dell’anno, “Le città di pianura”, diretto da Francesco Sossai, con la sua narrazione visiva intensa e i suoi paesaggi evocativi, ha trovato in Marco Spigariol, in arte Krano, l’interprete ideale per tradurne l’anima del film in musica (qui le nostre recensioni del film e della colonna sonora). Le sue composizioni non sono un semplice accompagnamento, ma un vero e proprio personaggio aggiuntivo: un sottofondo emotivo che guida lo spettatore attraverso le atmosfere a volte malinconiche, a volte piene di speranza, dei luoghi descritti.
Abbiamo avuto modo di parlare del processo creativo con l’artista dopo il suo concerto svoltosi a Perugia al Cinema PostModernissimo, per gentile concessione dell’associazione culturale e Degustazioni Musicali e T-Trane Record Store.
Ciao Krano. Come stai?
Bene bene. Un po’ emozionato dal tutto. Grazie.
Come prima domanda ti chiederei: come è nata la collaborazione con Francesco Sossai per intraprendere la colonna sonora del film “Le Città di Pianura”?
Allora, ho conosciuto Francesco ad una data a Ferrara. Se non ricordo male, in quella serata presentava il suo precedente film “Altri Cannibali”. Il caso ha voluto che in quella serata suonassi anche io, e dopo l’evento è passato da me e mi ha fatto questa proposta. Io personalmente non conoscevo Francesco, lui invece si (ride, ndr). È stata una super scoperta.
Come è stata l’esperienza di scrivere una corona sonora, dato che tu tendenzialmente scrivi album più tradizionali? Se così possiamo dire.
A differenza di molte colonne sonore, direi che questo lavoro si avvicina più alla forma album che colonna. Dalla mia esperienza, direi che non c’è stato uno sforzo ulteriore per quanto riguarda un tappeto sonoro. Non ho fatto un lavoro alla (per dirne uno) Vangelis. Il lavoro è stato molto semplice che è quello di scrivere un disco e cercare di incastrare il tutto.
Mentre hai notato qualche differenza l’una dall’altro?
Direi di no, è stato tutto molto naturale ed è stato il solito processo di come io scrivo le canzoni. È stato tutto molto naturale. Sono stato semplicemente Krano.
Francesco Sossai aveva qualche idea in mente? Qualche punto guida che ti sono serviti a dare vita alle scene del film.
Anche su questo, Francesco è stato molto fiducioso nei miei confronti, anche perché conosceva già i miei primi dischi “Requiescat In Plavem” e “Lentius Profundius Suavius”, e lui personalmente voleva quel genere all’interno del suo film, perché secondo lui rispecchiava molto l’immaginario del Nord-Est. Non c’è stata una vera e propria direzione, lui è partito già dai miei primi lavori, e andava bene così.
Come sei riuscito a far combaciare tutto, momenti musicali con le scene del film?
Devo dire che entrambi siamo stati molto chirurgici, forse più Francesco che io, che è un grande regista. Sotto questo punto di vista bisogna dire che anche la musica, e le atmosfere del film si incastravano molto bene, bisognava soltanto capire quale pezzo fosse giusta da inserire nel momento particolare del film. Direi che al lavoro compiuto è stato un puzzle magico.
Non a caso tu all’interno del film appari in una scena, dove i tre protagonisti appena si incontrano con Giulio per la prima volta entrano nel pub e ci sei tu sul palco.
Esatto, dove interpreto (ride, ndr)
Anche questa è stata la tua prima esperienza dietro una camera da presa?
C’è stata un po’ di pressione perché girando in pellicola devi permetterti di non sbagliare. È un buona la prima. Se fosse stato in digitale forse avrei suonato più tranquillo. Da quello che mi ricordo, un po’ tutti avevano della pressione però alla fine si respirava anche un buon clima all’interno.
Come è stato il rapporto con il cast invece?
Li ho conosciuti pian piano, ma anche con loro direi che è andato alla grande. È passato un po’ di tempo ormai, forse ci siamo conosciuti dopo i lavori, anche se ho girato una scena solo con Andrea Pennacchi (il Genio) e in quel momento ho conosciuto solo lui.
Adesso tu sei alle prese con un tour. Dove ti incontreremo prossimamente?
Prossimamente sarò a Macerata, e ci sarà anche Pierpaolo Capovilla per presentare il film. Poi sarò ad Avellino e Torino. Coprirò un po’ di zone, sud e nord. Sono molto contento.
Mentre quali saranno i tuoi prossimi progetti futuri?
Per i progetti invece devo dire che ho abbastanza materiale, devo soltanto capire come gestire tutto quanto tra le date e tempo. Alcuni dei pezzi nuovi non hanno ancora una visione ben assestata, ancora non c’è un insieme. Devo concretizzare bene, però sono a buon punto.
Grazie mille Krano per questa chiaccherata. A presto!
Grazie a te per questa intervista. Ci vediamo in giro!