Volevo essere più forte di ogni tua perplessità
Ma io non posso accontentarmi
Se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica.
Correva l’anno 1996, e una giovanissima Carmen Consoli pubblicava il brano Amore di plastica, partecipando al Festival di Sanremo 1996 nella sezione Nuove Proposte, quell’anno vinta da Syria. Scritto insieme a Mario Venuti, Amore di plastica ottenne un modesto ottavo posto, ma fu accolto positivamente dalla critica, soprattutto per il particolare stile vocale della Consoli, ed andò in heavy rotation sulle emittenti radiofoniche e su MTV.
Taglio garçonne, rossetto rosso scarlatto e voce graffiante, Carmen ci accompagnava – e ci accompagna tutt’oggi, dopo trent’anni! – in una sorta di viaggio interiore, un’accorata confessione fatta di parole tanto semplici quanto taglienti:
Ricorda, tu sei quello che non c’è quando io piango
E tu sei quello che non sa quando è il mio compleanno
Quando vago nel buio
Ogni verso racconta la sfumatura di un sentimento sofferto, che esplode nella bellezza di un ritornello sincero e liberatorio:
Ma come posso dare l’anima e riuscire a credere
Che tutto sia più o meno facile quando è impossibile?
Volevo essere più forte di ogni tua perplessità
Ma io non posso accontentarmi
Se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica”
Amore di Plastica è una canzone che taglia e risveglia. Un brano pop, apparentemente leggero e scanzonato, ma che cela profondità di scrittura, abilità tecnica e una buona dose di ispirazione, diventati, poi, marchi di fabbrica della “cantantessa”. Ad accompagnare l’uscita del brano, il videoclip diretto da Luca Lucini.
Nonostante il testo trattasse una tematica delicata, il video risultò decisamente ironico. La cantautrice catanese gioca e scherza con la telecamera, fa linguacce e smorfie, finge di piangere quasi fosse una bambina indispettita. Si alternano inquadrature in cui Carmen Consoli è seduta su un divano a forma di labbra, intenta a suonare la sua chitarra.
Da notare come la fotografia del video riprenda fedelmente i colori della copertina del disco: colori acidi come il verde e il giallo, contrasti accesi e vividi, esasperati da labbra rosse e pelle diafana.
Non tutti sanno che Amore di Plastica è anche il primo video in assoluto realizzato per un brano di Carmen Consoli!
Amore di Plastica canta una delusione d’amore e la delusione dell’Amore. La “cantantessa” siciliana ci racconta l’effimera sostanza di un amore sfuggente e artificiale e lo fa con un elenco di mancanze e dimenticante, di distrazioni, di assenze nei momenti difficili. A cosa serve accontentarsi di un surrogato di sentimenti, travestito dalla parola amore?
Tu sei quel fuoco che stenta ad accendersi
non hai più scuse eppure sai confondermi”
Una dichiarazione d’amore e rinuncia, in nome di quella fragile dignità che ognuno di noi ha l’obbligo di preservare. Una ballata dai preziosi richiami stilistici: Janis Joplin, in primis, ma anche influenze del rock britannico del periodo. Una orgogliosa proclamazione dell’indipendenza femminile nei confronti di sentimenti artificiali, di un Amore di Plastica, appunto.
Chi, almeno una volta nella vita, non si è ritrovato incastrato in un “amore di plastica”?