La leggendaria band di Salem torna a far parlare di sé con un nuovo disco, per la precisione l’undicesimo. Dopo la parentesi della collaborazione con Chealse Wolfe, risalente ad ormai cinque anni fa, i Converge tornano alle origini con un sound crudo, tagliente ed intenzionalmente senza inutili orpelli. “Love Is Not Enough”, è il nome del disco, che significa “l’amore non è abbastanza” è una massima inesorabile, una fotografia impietosa e cinica di un mondo in cui il bene non riesce più a vincere, dove anche gli slanci più puri sembrano non avere alcun effetto.
Mi suona quasi strano dire che si tratti di un disco in studio perché l’immediatezza, l’intenzione e le sonorità intenzionalmente poco elaborate danno la sensazione di ascoltare un disco live; tuttavia, la scelta è quanto mai azzeccata. Si tratta di composizioni evidentemente scaturite da una rabbia atavica e da un’urgenza che non lascia spazio a decorazioni e abbellimenti. Un plauso va certo al talento di Kurt Ballou, che oltre che un incredibile chitarrista si dimostra ancora una volta fondamentale per l’architettura sonora che ha reso unici i Converge.
Non è un caso che l’uscita di “Love Is Not Enough” sia il 13 Febbraio, il giorno prima di San Valentino, si parla d’amore in questo disco, tuttavia non con la solita connotazione romantica, ma con l’attenzione all’assenza di esso, al ruolo di regolatore universale che viene meno di fronte agli orrori della storia presente, delle guerre, dei massacri, della povertà dilagante. Jacob Bannon non si è per nulla risparmiato sulla poetica: le parole sono sempre pesanti, piene di lucida accettazione, a volte anche di rassegnazione, crude e impregnate di un realismo che fa male ma che è necessario affrontare per non vivere nell’illusione.
Sembrerebbe normale dire che una band al suo undicesimo disco non abbia più nulla da dire, ma non è questo il caso. I Converge fanno sfoggio di una abilità tecnica e compositiva ancora vivissima, tanto che molti dei pezzi potrebbero sembrare estratti dal leggendario “Jane Doe“. Gli assalti hardcore sono quantomai violenti e implacabili, i riff sludge hanno una forza trascinante a cui non è possibile opporsi, ci sono richiami anche al più classico thrash metal vicino ai Metallica degli inizi e per non farsi mancare nulla troviamo pregevoli momenti sonori e ambientali, come l’inquietante Beyond Repair che non sfigurerebbe come colonna sonora di un film horror.
Siamo indubbiamente di fronte ad una colonna portante del metal moderno, un act che ha dato ispirazione a innumerevoli artisti, e che conferma ancora una volta il proprio posto nell’olimpo della musica pesante. Ascoltare “Love Is Not Enough” è di conforto, perché tutti abbiamo questa sensazione nel petto che qualcosa non quadra col mondo di oggi: le favole che ci siamo raccontati fin da piccoli stanno iniziando a cadere davanti all’evidenza della realtà. E quale miglior modo di celebrare questa insensata e inevitabile decadenza, se non con questa meraviglia, un trionfo di lucida maestosità e dissonanza, uno squarcio sulla tela della noia dell’inutile incedere della routine?
L’amore non sarà abbastanza, ma almeno per oggi a noi basteranno i Converge.