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Charli XCX – Wuthering Heights

2026 - Atlantic
pop

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Tracklist

1. House (feat. John Cale)
2. Wall of Sound
3. Dying For You
4. Always Everywhere
5. Chains of Love
6. Out of Myself
7. Open Up
8.Seeing Things
9. Altars
10. Eyes of the World (feat. Sky Ferreira)
11. My Reminder
12. Funny Mouth


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​”Wuthering Heights“. Colonna sonora, certo, ma anche e soprattutto una boccata d’ossigeno per le (troppe?) aspettative post-successo. L’eredità culturale di Brat è un peso specifico che Charli XCX sceglie di gestire non con una replica speculare, ma attraverso un’inclinazione gotica e cinematografica. L’apertura affidata a House funge da manifesto programmatico. Un brano che abbandona il dancefloor per una drammaturgia sonora dove il recitato di John Cale si incastra su archi cinematici prossimi alle ritualità di lingua Ignota. È un incipit di rara potenza atmosferica che, pur strizzando l’occhio alla viralità di TikTok con i suoi versi minacciosi, risolve la tensione in un’esplosione sintetica firmata da Finn Keane (Easyfun), confermando la capacità dell’artista di trasfigurare il pop in materia industriale.

Il progetto nasce da un’idea della regista Emerald Fennell per il suo adattamento di Cime Tempestose, ma Charli ha abilmente elevato la commissione a concept album autonomo. Si tratta di una mossa strategica che garantisce una sorta di “zona franca” creativa: legandosi a un immaginario cinematografico, l’autrice abbassa la posta in gioco rispetto a un canonico seguito in studio (e qui torniamo al nostro incipit), pur mantenendo una libertà espressiva che una colonna sonora tradizionale le avrebbe negato. Il risultato è un’opera che abita gli spazi del set senza lasciarsi mai confinare (e consumare) passivamente dalla sua narrazione.

​Tuttavia, analizzando la progressione del disco, emerge una netta discrepanza qualitativa: la prima metà dell’album appare decisamente più coesa e a fuoco rispetto alla seconda. Nei brani d’apertura, l’integrazione tra l’estetica del XVIII secolo e la produzione metallica tipica di Charli XCX è pressoché perfetta. In pezzi come Chains Of Love o nella scintillante Dying For You, gli archi non sono semplici orpelli barocchi, ma assumono la funzione strutturale dei sintetizzatori, creando un pop sinfonico che morde e seduce con una coerenza formale che tende purtroppo a sfilacciarsi nella seconda parte della scaletta. I legami con la sceneggiatura della Fennell restano evidenti in episodi come la vertiginosa Out Of Myself, dove il riferimento fisico alle “assi del pavimento” richiama la disperazione erotica di Cathy e Heathcliff (interpretati da Margot Robbie e Jacob Elordi).

Notevole è l’apporto delle collaborazioni: la voce di Sky Ferreira in Eyes Of The World che trova un habitat ideale tra le pieghe gotiche del brano, mentre il contributo di Joe Keery in Funny Mouth aggiunge una profondità melodica che arricchisce il tessuto sonoro. Eppure, superata la metà, il disco sembra perdere quella spinta innovativa, assestandosi su soluzioni meno incisive.

Wuthering Heights” si configura come un esercizio di stile affascinante ma un po’ “telefonato”. È un progetto passionale, a tratti iconico per come hackerizza la tradizione gotica, ma destinato con ogni probabilità a essere oscurato dalle future evoluzioni della popstar britannica. In soldoni, “Brat non ha ancora il suo degno erede. E forse erano proprio queste le intenzioni della Nostra.

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