1. When It’s Cold, I’d Like To Die (feat. Jacob Lusk)
2. This Was Never Meant For Us
3. Retreat
4. LiEstrella Del Mar (feat. Elise Serenelle)
5. Ruhe
6. Mott St 1992
7. Precious Mind (feat. India Carney)
8. Tallinn
9. On Air (feat. serpentwithfeet)
10. Selene
11. La Vide
12. Great Absence
13. Mono No Aware
14. The Opposite of Fear
Pare Moby non ne vuole proprio sapere di smettere di comporre musica e, infatti, apre questo 2026 con un nuovo album in studio (ventitreesimo, per l’esattezza!) dal titolo “Future Quiet”. Musicista e cantautore statunitense, Moby è certamente un artista eclettico e versatile, capace di fondere elettronica, blues, gospel e rock con uno stile intimo e malinconico. La sua voce ruvida e sincera, quando presente, è capace di creare atmosfere profonde e sognanti.
“Little idiot” ci sarà riuscito anche stavolta? Scopriamolo insieme.
Ad anticipare, in un certo senso, sulle scene “Future Quiet” è stata la traccia divenuta celebre hit nelle stagioni uno, quattro e cinque della serie fenomeno Netflix “Stranger Things”, When It’s Cold I’d Like To Die con Jacob Lusk, già noto per il felice sodalizio con i Gabriels. Da questa premessa appare immediatamente chiara l’inclinazione visionaria di questo nuovo capitolo nel mondo della musica elettronica.
Undici tracce che parlano di un piano minimalista, paesaggi sonori immersivi ambient e una manciata preziosa di collaborazioni vocali. Dopotutto, è ben nota la capacità di Moby di scovare talenti vocali. La tematica sottostante il disco è una accorata riflessione sulla tensione tra una vita moderna sempre iperconnessa e un profondo quanto urgente bisogno umano di quiete.
“‘Future Quiet‘ è, non a caso, silenziosa. Per essere chiari: amo la magniloquenza. Amo l’eccesso e il volume. Ma mentre il mondo diventa sempre più rumoroso e folle, mi ritrovo ad aver bisogno del rifugio della quiete, sia come ascoltatore che come musicista.” – dichiara Moby – “Per me, e spero anche per gli altri, ‘Future Quiet‘ è un rifugio. Il mondo, evidentemente, è più esigente che mai. Il mondo ci urla contro, i nostri schermi ci urlano contro, gli altri ci urlano contro, e per rifugiarci dalle urla abbiamo bisogno di sicurezza e rifugio. Questo per me è l’obiettivo di ‘Future Quiet‘. Scriverlo e registrarlo è stato un rifugio per me, e spero che ascoltarlo sia un rifugio anche per voi.”
L’album si apre con una rielaborazione orchestrale di When It’s Cold I’d Like To Die, la quale, come anticipato, ha visto la partecipazione di Jacob Lusk alla voce. “Ho sentito la voce di Jacob per la prima volta su KCRW quando hanno iniziato a suonare ‘Love and Hate in A Different Time'” – ricorda Moby – “E, come chiunque abbia sentito cantare Jacob, mi sono subito innamorato della sua voce. Dopo averlo sentito cantare alla radio, ho passato settimane a rintracciarlo e a implorarlo di lavorare con me. E, per mia fortuna, ha accettato. I risultati parlano da soli, poiché la sua voce in “When It’s Cold I’d Like To Die” è, lo dico con qualcosa che si avvicina all’oggettività, trascendente” (come molti ricorderanno, il brano nella sua versione “originale” con la cantante Mimi Goese era stato pubblicato per la prima volta nel 1995, nell’album “Everything Is Wrong”).
Ma le collaborazioni non si fermano qui. In LiEstrella Del Mar troviamo la voce eterea di Elise Serenelle, in Precious Mind la grinta della cantautrice India Carney, fino ad arrivare al brano On Air con serpentwithfeet, cantante R&B di Brooklyn.
La severità sonora del pianoforte in Selene, la ritmica gospel di Mott St 1992, la dissolvenza degli archi in Ruhe, trascinano l’ascoltatore verso atmosfere eteree, sorrette da una raffinata impalcatura electro-blues. Ma quello che più colpisce dei brani sono gli echi e gli accordi di piano che rendono il disco, il “rifugio” eterogeneo e accogliente. Nessuna traccia brilla di luce propria rispetto ad un’altra, ma tutto si incastra alla perfezione come stelle dorate nella volta blu cielo di un mosaico bizantino.
Menzione speciale per il finale ipnotico di The Opposite of Fear: quasi nove minuti di estasi e suoni lunari, in quella che sembra quasi una visione notturna, l’istantanea perfetta in musica di una notte di pioggia leggera in un bosco.
Il newyorkese Richard Melville Hall, meglio conosciuto con il nome d’arte Moby, non è un artista qualunque. Produttore discografico, cantante, cantautore, DJ, fotografo, esponente di prima linea del veganismo e della lotta per i diritti degli animali. La sua “Future Quiet” è un’opera di rinascita ed equilibrio interiore. Un rifugio di cui tutti abbiamo bisogno, oggi più che mai.