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Yamila – Noor

2026 - Umor Rex
neoclassica

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Tracklist

1. Embrasser un Arbre
2. Ascensión
3. Sin desarraigo
4. Lo animal
5. Prado
6. Luces Robóticas
7. If you
8. Diamonds
9. Vida


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Pubblicato il 6 febbraio 2026 per l’etichetta sperimentale messicana Umor Rex, “Noor” segna il ritorno della violoncellista, cantante e produttrice spagnola Yamila (Yamila Rios). A quattro anni dal debutto con “Visions”, l’artista di Granada, oggi divisa tra Bruxelles e Madrid, scolpisce un’opera densa, capace di muoversi tra oscurità gotiche e bagliori trascendentali.

In “Noor”, Yamila crea forme sonore quasi tattili, con un album che è un organismo vibrante dove convivono tinte industrial, percussioni telluriche e cori inquietanti che sfociano in maestosità doom. Rispetto al panorama neoclassico contemporaneo, spesso intrappolato in una rassicurante omologazione, Yamila traccia un ponte audace tra l’innovazione elettronica e il rigore della formazione classica. Non è un caso che la sua arte abbia già abitato templi della sperimentazione come il Sonic Acts o l’Ars Electronica, e animato le coreografie del Nederlands Dans Theater.

Se “Visions” era un’immersione nel mito, “Noor” (“luce” in arabo) sceglie una direzione etica e spirituale: un’ode alla speranza, alla compassione e alla cura dell’altro ma anche alla considerazione di chi si prende cura degli altri. Il suono qui si fa linguaggio universale, rituale ancestrale che connette le specie animali (compreso l’essere umano) e vegetali in un respiro comune. Il disco si avvale, per gli archi, della preziosa collaborazione del trio Echo Collective, creando un arazzo sonoro che oscilla costantemente tra il monumentale e l’intimo.

Ascension è probabilmente il vertice emotivo dell’album. Un dialogo profetico tra violoncello e violini che si dissolve in suoni ambientali di pioggia e natura, per poi elevarsi in un intreccio classico di rara bellezza. Un pezzo che onora il proprio nome in un crescendo spirituale. In El Prado la vulnerabilità si trasforma in forza, evocazione estatica di amore interspecifico, con una potenza espressiva che non ha bisogno di violenza per imporsi. Sin Desarraigo (Sradicamento): Una riflessione sulla bellezza che fiorisce dalle macerie, un inno alla trasformazione post-catastrofica. Monito sulla fragilità umana, dove la natura sembra riappropriarsi prepotentemente dei propri spazi attraverso il suono, ma anche sguardo compassionevole tradotto in musica, Lo Animal.

In Luces Roboticas il violoncello traccia vere e proprie geometrie nell’aria, aprendo varchi ad armonie arabeggianti e cesellando suggestioni elettroniche difficili da incasellare, in un continuo gioco di luci e ombre. Immaginifica e progressiva fusione fra pianoforte e voce in Vida, dove l’amalgama sonoro che richiama il ciclo vitale diviene talmente denso da riempire lo spazio fino a saturarlo in una vitalità quasi fisica. Impossibile ascoltare passivamente “Noor” perché si tratta di una una coreografia sonora da abitare.

Mentre molti artisti del genere neoclassico si rifugiano in uno stile standardizzato, Yamila sceglie la via della ricerca incessante, dove ogni brano rimane aperto, trasformando l’indagine dell’artista in un’esplorazione interiore per l’ascoltatore. Come in un gioco di frattali musicali, l’album muta a ogni ascolto, restando fedele a se stesso eppure eternamente diverso.

Una rinascita radiosa, da ascoltare.

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