Impatto Sonoro
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Emergenti

Cosmetic – Baia Dei Puzzle EP

“Chitarre molto americane inserite in canzoni abbastanza italiane”. Recita così la consueta bolla di accompagnamento che accompagna (più ovvio di così…), “Baia Dei Puzzle EP”, dei Cosmetic, “accasatisi” alla Tafuzzy Records, etichetta cd-r romagnola. E fin qua ci siamo. Perchè effettivamente le sonorità sono facilmente riconducibili a quell'indie rock from U.S.A. che tanto ispira, vedi […]

Sensazione – Frammenti…Tra Rumori E Parole

É un disco a metà tra l'alternative rock italiano (Afterhours su tutti, presenti soprattutto nella voce di Gabriele Rustichelli) e quel grunge più “ricercato” che vide (e vede) nei Pearl Jam i maggiori esponenti. Ma è anche un disco strano. I Sensazione sono in tre e creano un impatto sonoro notevole, affiancato a una decisa […]

Hand Rolling – City Of Angels

Durante l'occasione di recensire questo Demo ho scoperto che siamo un popolo di recensori dell'ultim'ora, quanto meno spocchiosi ed arbitrari nei giudizi che per definizione non sono altro che pareri, opinioni o facoltà soggetiva di confrontare e paragonare cose. Ognuno emette la propria sentenza convinto delle proprie ragioni infischiandosene di cogliere i dati oggettivi, ma […]

Cenere – Non c'è niente da vedere

Ascoltare le sonorità di “Non c'è niente da vedere” equivale a rivivere la giornata in cui ci si è lasciati con la propria ragazza, un crescendo di rabbia iniziale, calma nel mezzo, esplosione finale. Immaginate di esservi messi d'accordo con la vostra ex ragazza per chiarire una volta per tutte: prima dell'incontro siete carichi (“Modena […]

Mud Hair Jongleur – Sunlover's Tale

Una mia premessa è d'obbligo : all'incirca 4 minuti prima di pubblicare questa recensione sono stato avvertito della comparsa in Rete di un articolo che introduce la Band alla stessa maniera con cui avevo intenzione di fare io, utilizzando anch'esso un termine chiave caro anche alle mie sensazioni. Può succedere che appassionati di musica abbiano […]

Muddy Fly – R-Evolution

E' sempre la stessa storia : l'Italia sembra aver paura dei propri artisti e delle loro stesse evoluzioni. Le consequenze di questa particolare esterofilia sono bivalenti però, il nostro mercato importa qualsiasi cosa dall'estero innalzandolo poi a “fenomeno” e sbarra le porte ai gruppi nostrani che non facciano parte della specie dei cantautori della “canzonetta”. […]