Impatto Sonoro
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Speciali

Back In Time: EPHEL DUATH – The Painter’s Palette (2003)

C’era e c’è ancora tutto qui dentro, quello di cui avevo bisogno, attimi di cogito ergo sum jazzistico e appena dopo denti che digrignano e volontà di violenza e dolore, testi che mi parevano usciti dall’angolo più oscuro del black metal spesso sottolineati da giri di basso ultra funk, esasperazioni ascendenti e tracolli elettronici.

Back In Time: TYPE O NEGATIVE – Slow, Deep And Hard (1991)

Type O Negative

Non giudicate questo disco per gli evidenti difetti ma per gli innumerevoli pregi: sotto un impenetrabile cumulo di putridume e indecenza brilla la luce di un enorme genio che, purtroppo, si è spento troppo presto.

Back In Time: NIRVANA – Bleach (1989)

“Bleach” quindi non è un album “seminale” o “fondamentale” come si suol dire oggi, è piuttosto un album vero, scritto da un genio fine, illibato e innocente, un capolavoro autentico e, per la sua storicità, un esempio.

Back In Time: BJÖRK – Post (1995)

Bjork

“Post” è lasciarsi ispirare dalle aurore boreali, guardarsi dentro, prendere le distanze dai pensieri di superficie, “Post” è sapere di avere sbagliato, è avere tenerezza per la propria specie,“Post” è decidere di lasciarsi salvare.

Video Première: BRAIN RAGU – Mud_Honey

Brain Ragu

Il brano è estratto da “Anything You Say May Be Used Against You”, secondo Ep della band senese uscito a febbraio su Coconut Records.

Back In Time: PG. 99 – Document #8 (2001)

Venni folgorato dal loro coraggio nel provare a rendere un genere come l’emoviolence una materiale esperienza umana, grazie alla quale ci si poteva sporcare ma anche, soprattutto, imparare. La musica esacerbante suonata nel “Document #8” si accompagnava alla perfezione con un messaggio che rifiutava e stigmatizzava qualsiasi forma di oppressione e odio.