Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: MARLENE KUNTZ – Ho Ucciso Paranoia (1999)

Marlene Kuntz

Un disco forse tra i meno influenti dei Marlene Kuntz, ma senz’altro uno dei più rilevanti, che ha lasciato un segno indelebile mostrando per la prima volta la reale completezza della band piemontese.

[Back In Time]: THE OFFSPRING – Ixnay On The Hombre (1997)

Questo non è uno di quei dischi che fece la storia della musica o che cambiò le sorti di una generazione, ma che mostrò quanto potesse essere profonda ed intima “la tana del bianconiglio” dell’essere contro

[Back In Time]: NOFX – Heavy Petting Zoo (1996)

La paura, l’oblio dietro ogni angolo, le insidie della industria discografica, l’alcol le droghe, il fatto di buttare giù un disco senza vigore, depresso e svogliato solo per stare sulla scena, beh anche questo è straordinariamente punk.

[Back In Time]: ELECTRIC WIZARD – Come My Fanatics…(1997)

Questo era, e sempre sarà, il suono degli incubi, i peggiori che avrete in vita vostra. I migliori compagni di viaggio verso il pianeta più lurido che potreste incontrare in uno spazio vuoto e freddo.

Back In Time: MARK LANEGAN – Whiskey For The Holy Ghost

Mark Lanegan

Non ho ricordi concreti di come quest’album sia entrato a far parte della mia vita. Sospetto, o mi piace pensare, che sia stato in un periodo in cui le cose andavano bene, almeno in superficie, ma qualcosa si agitava altrove. E lui si è insinuato nella piaga, ma senza stragi né rivoluzioni, ma come un’ombra.

[Back In Time]: ARCTIC MONKEYS – Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not (2006)

Gli Arctic Monkeys con questo disco mi hanno insegnato che il rock non morirà mai perché non è un genere musicale, è la voglia di spaccare di mordere di ballare fino a slogarsi le giunture. È la giovinezza, e la giovinezza ci sarà sempre.