Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN – Kollaps (1981)

Il rumore è l’unica costante in un mondo sempre più fiaccato da suoni e melodie intercambiabili. Il rumore è un variante evolutiva tanto inarrestabile che dimenticarlo è impossibile. Fa parte di noi, volenti o nolenti.

Back In Time: THE DILLINGER ESCAPE PLAN – Calculating Infinity (1999)

I Dillinger Escape Plan non solo hanno avuto l’idea folle di prendere un disco come “The Shape Of Jazz To Come” e suonarlo con la furia il nichilismo e il tiro hardcore, ma anche la bravura di mettere il tutto nero su bianco con una facilità e una confidenza nei propri mezzi, scioccante.

Back In Time: DEFTONES – Adrenaline (1995)

Ai Deftones delle delimitazioni di genere già allora fregava poco e niente e la leggiadra pesantezza di “Adrenaline” ne fu esempio chiave di un’intera carriera.

Back In Time: RADIOHEAD – Kid A (2000)

Il tempo passa, le band stingono, le fanbase irritano ma dischi come “Kid A” rimangono, ora e sempre, scolpiti indelebilmente nell’etere. L’anima qui non è pervenuta.

Back In Time: THE GET UP KIDS – Four Minute Mile (1997)

I Get Up Kids di “Four Minute Mile” diventano quindi i classici ragazzi con un po’ più di esperienza di te, che passano oltre al tuo essere metallaro o ascoltare hardcore. Sono capaci di criticarti perché ascolti gli Strife e gli All Out War ma ti danno tempo per crescere, secondo la loro opinione.

Back In Time: ALICE IN CHAINS – Dirt (1992)

Ma in fondo “Dirt” è “solo” un disco heavy, misantropico, oscuro e alienante, a chi cazzo frega di definirlo grunge in fin dei conti?