Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: JANE’S ADDICTION – Nothing’s Shocking (1988)

Ok, siamo tutti d’accordo che “Nothing’s Shocking” non sia a tutti gli effetti il capolavoro della band, ma per quanto la carne al fuoco fosse più di quanta si potesse mangiare in un solo pasto i Jane’s Addiction portarono in seno al rock un nuovo modo di porsi, un ibrido glam e violento nella resa, ma tremendamente pesante nel suo ruolo artistico.

Back In Time: MUDVAYNE – L.D. 50 (2000)

“L.D. 50” era l’illusione che essere alieni o mutanti o semplicemente coraggiosi potesse rendere il nu-metal qualcosa di futuribile e non solo un passatempo usa e getta. Come una nave madre extraterreste assopita sotto una coltre di cavi e metallo, ruggine e fuliggine, che ancora attende di essere scoperta per davvero. Nient’altro che una meteora.

Back In Time: INTERPOL – Turn On The Bright Lights (2002)

Interpol

“Turn On The Bright Lights” è un gioiello dark e romantico dal carattere estremamente emozionale e all’epoca sembrava davvero aver illuminato una notte infinita con una luce forte e inestinguibile.

Back In Time: KORN – Follow The Leader (1998)

A ben 20 anni di distanza da quando “Follow The Leader” approdò sugli scaffali dei negozi di dischi il risultato, dopo l’ennesimo ascolto, resta invariato: suona fresco come una rosa e pesante come un caterpillar rovente incendiato da uno stormo di psicopatici inferociti.

Back In Time: TYPE O NEGATIVE – Bloody Kisses (1993)

Nella storia dell’heavy metal raramente abbiamo assistito a una fusione così aggraziata e ricca di sfumature tra Beatles e Black Sabbath, amore e odio, passione e dolore, vita e morte.

Back In Time: BLIND MELON – Soup (1995)

“Soup” rimane un gioiello di quei lontani anni ’90 tremendamente sottovalutato e dimenticato, il sintomo di un decennio strambo e sgangherato che aveva in sé chiavi di lettura tutto tranne che lineari e i Blind Melon se ne fecero (black) “umoristici” portavoce