Impatto Sonoro
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Back In Time

“Overkill”, il trampolino di lancio dei Motörhead

Overkill Motorhead

“Overkill” rimane un titolo molto evocativo per gli amanti del genere, e dopotutto è uno dei migliori riconoscimenti attribuibili ad un album.

“Don Giovanni” di Lucio Battisti, una stupenda opera di passaggio

Don giovanni Lucio Battisti

Un artista autenticamente “progressivo”, a tratti avanguardistico, ma sempre coerente con la sua missione di portare la musica agli umani e portare in Italia quello che non c’era prima di lui e che forse ancora non c’è: l’apertura mentale nell’arte. In questo filo evolutivo, “Don Giovanni” è un tassello importante, uno stupendo momento di transizione.

“Symbolic”, l’irraggiungibile vetta sulla montagna cristallina di Chuck

“Symbolic” si consegna alla storia come un patrimonio musicale preziosissimo che veste la sua aggressività intrinseca con una delicatezza ed un’eleganza rara, rendendo il giusto tributo all’immortalità artistica di un musicista la cui mancanza continuerà ad avere quel sapore amaro e triste, per sempre

“I Do Not Want What I Haven’t Got”, i turbamenti di Sinéad O’Connor

I do not want sinèad

“I Do Not Want What I Haven’t Got” era un grido di emancipazione, un attestato di fede, un’invocazione d’amore. Sinéad O’Connor era una Regina in lacrime con il mondo ai suoi piedi.

“Aqualung”: e il folk incontrò il metal

Un’entusiasmante cavalcata che si pone tanto alle fondamenta del metal di lì da venire, quanto ad omaggio di un folk-rock che nel 1971 cominciava ad esaurire il suo momento di gloria

Quando i demoni diventano alleati: Leonard Cohen e i 50 anni di “Songs Of Love And Hate”

Questo lavoro fin dal principio è stato e può essere tutt’ora considerato come una lettera che Cohen ha scritto per tutti noi, un inno alla speranza, alla continua ricerca di quella luce in fondo al tunnel, una gloriosa rivoluzione umana da prendere come esempio

“Fastidio” di Kaos non è per tutti, ma è essenziale

Kaos Fastidio

Il flow spigoloso, l’estrema ricercatezza dei riferimenti e la qualità così così così di registrazione e mix non rendono di sicuro tutto comprensibile di primo acchito. Un po’ il bello è anche quello, a dire il vero: non è per tutti. Nemmeno per molti, non qui almeno.

The Jesus Lizard e “Goat”: un incendio che non si placherà mai

Goat

Ogni brano di “Goat” è un universo, un racconto stralunato e psicolabile, gronda e trasuda e bolle nell’olio del rumore cesellato e scalpellato e incendiato

Una dose di “Meds” da prendere all’occorrenza lontano dai pasti

Per quanto si voglia scomporre e ricomporre questo album ci sembrerà sempre di trovarci con un pezzo in più o uno in meno, un po’ come i ricordi che riaffiorano ascoltandolo, frasi che avremmo detto e che solo oggi abbiamo scritto nel migliore dei modi, emozioni che vorremmo fare da parte ma che ancora oggi continuano a fare rumore.

“Discovery”, l’immortalità dei Daft Punk

Discovery Daft Punk

Gloria eterna ai Daft Punk, divinità apollinee dal casco d’oro e d’argento.

“Black Love” degli Afghan Whigs “non poteva essere più nero di così”

Black Love Afghan Whigs

Sono passati 51 minuti e anche noi ci sentiamo sbiaditi, succhiati via da questo disco, il cui ascolto è un atto di coraggio per l’abisso emozionale che rappresenta.

“Opiate”, viaggi psichedelici nell’oscuro universo della mente umana

Opiate

Le potenzialità tecniche di questo gruppo sono state chiare da subito, nonostante le quattro tracce in studio si presentino grezze e ancora un po’ ruvide, dando solo l’antipasto del sound e della musicalità che raggiungeranno in futuro Keenan e soci. Il sound aggressivo e cupo va a sbattere prepotentemente sulla voce pulita del frontman, creando un perfetto paradosso sonoro e artistico.

“Ten Summoner’s Tales”, i racconti pop di Sting

Sting Ten Summoner

Per il suo quarto album in studio Sting racconta i suoi tales intrisi di amore e di moralità dando vita al suo primo inconfondibile album pop.

“Magnified”, i Failure e un gioiello che il mondo non dovrebbe ignorare

Un sophomore album incredibilmente maturo e variegato che, a distanza di quasi trent’anni dalla sua uscita, continua a sorprendere non solo per la qualità dei brani contenuti, ma anche per l’impressionante prova di Ken Andrews e Greg Edwards dietro al banco del mixer

I Nailbomb preparano l’assalto: “Point Blank” nel cuore industriale del metal

Un progetto estemporaneo, al quale non necessitava né un reale seguito né una storia futura, era l’arma migliore per espettorare l’odio che restava sepolto, sebbene già ampiamente espresso altrove

“Mr. Beast”, il cuore oscuro dei Mogwai

Mr. Beast Mogwai

“Mr. Beast” suona come dovrebbe suonare uno dei migliori dischi post-rock degli anni 2000: un disco oscuro ma adulto, che cerca l’equilibrio tra l’impatto emotivo e la contemplazione musicale più riflessiva. Semplicemente una pietra miliare.

“Closing Time”, il primo sabato sera di Tom Waits

In “Closing Time” Tom Waits svuotava il pacchetto della malinconia assieme a quello delle sigarette: erano confessioni da sbornia triste, da ennesimo ultimo giro mentre i camerieri stavano già passando lo straccio e il barista cominciava ormai a bestemmiare

“Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?”, la bellezza smaliziata dei Cranberries

everybody else is doing it cranberries

Più di ogni cosa, il disco è meraviglioso perché puro, grezzo, dotato di quell’ingenuità che inevitabilmente diminuirà all’aumentare delle vendite

“Ball-Hog Or Tugboat?”: benvenuti nel circo colorato di Mike Watt

“Ball-Hog Or Tugboat?” è un album che forse all’epoca sembrò più stravagante di quanto appaia moderno oggi

“War”, il disco con cui gli U2 divennero grandi

U2 War

“War” era il disco del superamento dell’idealismo adolescenziale in favore di suoni e parole capaci di assorbire gli umori del tempo. Gli U2 erano diventati grandi, e lo sarebbero stati ancora di più in seguito.