Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: U2 – Pop (1997)

U2

“Pop” è solo un figlio di un momento agitato, come quando guardi il conta chilometri della macchina e stai per raggiungere la cifra tonda e tutto quello che sai lo porti con te e lo metti in quel momento e sei confuso ed eccitato. Dopodiché fine. Sei a zero.

Back In Time: SONIC YOUTH – Confusion Is Sex (1983)

Sonic Youth

Questo non è il lavoro di cui tutti abbiamo memoria, ma è il capolavoro silente, quello che, senza che nessuno se ne accorgesse, ha cambiato le percezioni verso una maggiore apertura sonora e ha liberato qualcosa.

[Back In Time]: EMINEM – The Slim Shady LP (1999)

Era soprattutto questo Eminem agli esordi: un enorme talento narrativo. Talvolta fine a sé stesso, atto solo a intrattenere chi è all’ascolto, spremendo fino all’ultima goccia una vena creativa apparentemente inesauribile. In altri casi in grado di colpire proprio laddove la società americana cela nervi scoperti e facilità all’indignazione.

[Back In Time]: RADIOHEAD – Pablo Honey (1993)

Radiohead

Per molti è stato un esordio sfalsato rispetto alla grandezza che raggiungeranno i Radiohead in seguito ma io non l’ho mai visto in questo modo. Si le sonorità sono molto semplici, classico british rock, ma a ben guardare ci sono cose che di solito nei gruppi di quel genere non si trovano. Del tipo, avevate mai notato che la strofa di “You” è in 23/8? 

[Back In Time]: QUICKSAND – Slip (1993)

Immaginate un albero genealogico della musica popolare. Ingrandite sulla sezione relativa al punk, poi su quella del post-hardcore. Ecco, se fate bene attenzione vedrete un ramo morto, che si separa dal resto e dal quale non emergono germogli o altri rami che si propaghino in altre direzioni. Su quel ramo vedrete inciso il nome Quicksand e il titolo di quest’album.

[Back In Time]: ZU – Carboniferous (2009)

Dieci anni, signore e signori, niente meno. Se questi due lustri me li sento sulle spalle ogni giorno, quando metto su il disco capolavoro degli Zu non sembra passato neppure un minuto da quando lo comprai e lo misi nello stereo, pronto a far tremare le pareti di casa mia che tremarono, oh se tremarono. E assieme a loro tremò tutto il mio essere.