Impatto Sonoro
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Back In Time

“The Parable Of Arable Land”, il flusso primordiale impazzito dei Red Krayola

The Parable Of Arable Land

“The Parable Of Arable Land” è un flusso puro ed è uno dei miglior esempi di libertà d’espressione in ambito musicale, le sue sfumature hanno trasceso i confini.

“Dimension Hatröss”, il portale dimensionale dei Voivod

“Dimension Hatröss”, rompendo qualsiasi precedente schema e preconcetto, rappresenta il momento della carriera dei Voivod in cui il metal inizierà ad essere utilizzato solamente come veicolo per la creazione di strutture musicali totalmente destabilizzanti e aliene.

“Goo” dei Sonic Youth, ovvero l’album che trasformò l’underground in mainstream

Sonic Youth Goo

“Goo” è lo spartiacque della carriera dei Sonic Youth, il primo album prodotto dalla Geffen, l’album che li fa uscire dalla realtà underground. Ed è un album geniale.

“Individual Thought Patterns”, tutta la rabbia, l’odio e la tecnica sopraffina dei Death

Individual Thought Patterns

Pregno d’ira e d’odio “Individual Thought Patterns” è un disco estremo e complesso, la dimostrazione che si può suonare tecnici e violenti.

“Vivid” dei Living Colour, uno shock culturale nel cortocircuito del rock americano

Vivid Living Colour

“Vivid” è un tassello fondamentale per la comprensione di come la musica e il rock nello specifico mutino nel corso degli anni e in funzione di chi lo maneggia e di quale siano il suo background e i suoi scopi, nello specifico per la forza che porta con sé in difesa di una uguaglianza ancora non raggiunta.

E “Dell’Impero delle Tenebre” venne, folle di una creatura

Teatro degli orrori

È la rottura dello schema precostruito (e già digerito dal pubblico inerme) del rock, che si fa Carrarmatorock! in barba agli imberbi che non ci capivano niente, in barba a quelli che volevano incatenarlo e depotenziarlo. Folli, non ce la farete mai.

“Trout Mask Replica”, ovvero come si suona col martello

Trout Mask Replica

Non c’è una singola canzone che si possa dire “bella”, nessuna canzone che rimanga appiccicata ai timpani al primo ascolto, nessuno standard e nessuna melodia musicale, piuttosto una distruzione di questi che si ripercorre in ben ventotto tracce. Ed è questa l’incredibile grandezza di questo lavoro. Tramite la distruzione (musicale) è stata creata un’opera.

L’esordio acerbo, crudo e vero dei White Stripes: un ossimoro irriverente

The White Stripes

Suoni aspri, una voce dalle reminiscenze psichedeliche, cambi di andamento, come se ci si proiettasse dentro una spirale rossa… a strisce bianche.

“Tarkus”, la prova generale del capolavoro di Emerson, Lake & Palmer

Emerson Lake Palmer Tarkus

“Tarkus” è un mezzo capolavoro, irresistibile e incompiuto allo stesso tempo. Più di ogni cosa, è una prova generale, un tentativo riuscito a metà di concepire il disco perfetto. Non era quello il momento, ma lo sarà dopo poco.

“Glee” dei Bran Van 3000, ovvero come ho imparato ad amare la mescidanza e a non preoccuparmi.

Glee Bran Van 3000

“Glee” è un viaggio musicale da godere nella sua interezza. Che sia stato fatto a tavolino o meno, assemblato o che sia il frutto della capacità percettiva di antenne magiche di alcuni fortunati e talentuosi musicisti, non importa. Come nelle migliori fiabe, quando tutto finisce, il bene vince sempre sul male.

“Diabolus In Musica”: la tentazione degli Slayer

Slayer

Se confrontato con i classiconi degli Slayer, questo lavoro è poca roba. Ma non fate l’errore di sottovalutarlo. Recuperatelo e fatelo ascoltare a tutti coloro che, per qualche strana ragione, hanno sempre considerato la band rinchiusa nella propria comfort zone.

“Melody Of Certain Damaged Lemons”: il carillon alternativo degli anni Zero

Melody Of Certain Damaged Lemons

Ascoltare l’intero album è come aprire un dolce carillon, con una melodia continua che sembra si sussegua lungo tutti i brani. Un riassunto dell’alternative degli anni ’80 e ’90 per dare il benvenuto al nuovo millennio.

“Excellent Italian Greyhound”, correre veloci e maestosi come levrieri

Shellac Excellent Italian Greyhound

Gli Shellac, un nome e una garanzia: le idee di Steve Albini, Bob Weston e Todd Stanford Trainer sono state e continuano ad essere importanti come poche altre per tutta la musica indipendente a venire.

“Amnesiac”: il delicato equilibrio dei Radiohead

Un album difficile, frammentario, multiforme, ma proprio per questo intriso di un’autenticità sorprendente persino per una band come i Radiohead, la cui voce è sempre stata pura, senza maschere o diversivi.

“Album Of The Year”: i Faith No More e l’essenza del crossover

Faith No More Album Of The Year

“Album Of The Year” è un passo laterale, è il vero “crossover”, il “crossover” puro, come mai l’avevamo conosciuto fino ad allora.

Sabotaggio a regola d’arte: la sovversiva forza di “Ill Communication”

Beastie Boys Ill Comunication

Si potrebbe ipotizzare che l’estrema eterogeneità estetica dei brani potrebbe snaturare l’idea tradizionale di disco. Ma è proprio questa la magia dei Beastie Boys: infrangere i confini di ogni cliché stilistico per approdare in sonorità nuove.

“The Marshall Mathers LP”, quando Eminem salì al trono delle rockstar

Eminem The Marshall Mathers

“The Marshall Mather LP” è un album sconvolgente, uno dei migliori lavori hip hop prodotti da Dr. Dre: non stanca mai, non hai mai voglia di cambiare traccia, tutto è perfetto.

“Tommy”, l’opera (rock) universale firmata The Who

The Who Tommy

“Tommy” è un disco di una grandezza incommensurabile: 2 vinili, 24 tracce, un’ora e un quarto di durata. Non un pezzo debole, non un passaggio a vuoto, nessuna voglia di strafare. Solo tanta (ma tanta) sostanza

“Tales From The Punchbowl”: un viaggio nella notte con i Primus

Tales From The Punchbowl

Le cose belle e brutte accadono e si succedono e i personaggi che popolano “Tales From the Punchbowl” esistono veramente, sono ovunque, siamo anche noi, sono maschere in cui tutti in qualche modo ci riconosciamo, a tratti, sono sfumature, pezzi di storie che coincidono con qualche parte nascosta in noi e Larry, Les e Tim hanno trovato l’elettricità per farcelo arrivare.

“Down On The Upside”, uscire dal giardino del suono per fare la storia

Soundgarden Down On The Upside

“Down On The Upside” continua a lasciarsi dietro di sé quello strascico di particolarità che mai stanca. Ci ricorda quanto sia stato fondamentale Chris Cornell, e la scena di Seattle tutta, e quanto sia tutt’ora incolmabile il solco che la sua assenza ha lasciato.